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COSENZA: L 'NDRANGHETA UCCIDE ANCORA

Gaetano De Marco ucciso dopo aver perso moglie e figliaContinua la mattanza in Calabria: a San Lorenzo del Vallo è stato sparso altro sangue.

A farne le spese, stamani, è stato Gaetano De Marco, l'uomo al quale, per vendetta, furono uccise moglie e figlia, nel febbraio scorso.

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L'agguato si è consumato sulla strada che porta da Spezzano Albanese a San Lorenzo del Vallo, in provincia di Cosenza.

L'uomo era alla guida della sua auto quando è stato affiancato da uno scooterone di grossa cilindrata, con due uomini in sella che gli hanno esploso contro diversi colpi di arma da fuoco.

La moglie, Rosellina Indrieri di anni 45, e la figlia Barbara, di anni 26, sono state uccise, anche esse in un attentato compiuto il 16 febbraio scorso, nell'appartamento di proprietà della famiglia e nel quale vivevano, ubicato in San Lorenzo del Vallo.

Gli inquirenti affermano che gli omicidi siano maturati per una vendetta relativi a vecchi fatti di sangue.

L'assassinato, Gaetano De Marco, era il fratello di Aldo, un commerciante che, lo scorso 17 gennaio, ha ucciso, a Spezzano Albanese, provincia di Cosenza, per motivi di parcheggio, vicino il proprio laboratorio di riparazioni, Domenico Presta, di anni 22, figlio del boss della 'ndrangheta latitante Franco Presta, scaricandogli contro diversi colpi di pistola.

 

Per questo delitto Aldo De Marco è stato arrestato ed è in attesa di giudizio.

A detta degli inquirenti, questo omicidio sarebbe il movente che ha scatenato la faida nei confronti della famiglia del fratello, portando prima all'omicidio della moglie e della figlia, Rosellina Indrieri e Barbara, e poi dello stesso, consumatosi stamane, Gaetano De Marco.

Le due donne furono uccise da un gruppo di fuoco che, facendo irruzione all'interno dell'appartamento dove viveva la famiglia, esplose diversi colpi di fucile all'indirizzo delle due donne.

Nell'attentato compiuto nell'appartamento di Gaetano di Marco, rimase ferito anche l'altro figlio maschio, Silos di anni 24.

Lo stesso capofamiglia si salvò solamente perché, ubriaco, dormiva in un'altra stanza e non attirò l'attenzione del commando.

Il procuratore di Castrovillari, Franco Giacomantonio, ha confermato la matrice di stampo mafioso dell'agguato ed ha aggiunto che è il seguito del duplice omicidio delle due donne del febbraio scorso.

Il procuratore ha anche precisato che tutte le misure che era possibile prendere per la sicurezza dell'assassinato erano state adottate.

Written by Maurizio Romani modificated by Manager Antonella Senese

 

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