L'Eni tiene alto il livello di guardia sulle forniture di gas
L'Eni tiene alto il livello di guardia sulle forniture di gas. 

Dopo l'esplosione al terminal di Baumgarten, nell'est dell'Austria, che ha provocato almeno un morto e 18 feriti, e dopo la temporanea interruzione delle consegne di gas verso l'Italia e la Croazia, le forniture di gas russo dall’Austria sono state ripristinate ma l’incidente avrà insegnato qualcosa ai sostenitori dell’ideologia No Tap? Il Tap? E' il il progettato gasdotto che porterà il gas del Caspio anche in Italia. Contro il quale però c'è una guerra in atto, anche da parte di Michele Emiliano, governatore della Regione Puglia. Nelle ultime ore è intervenuto Claudio Descalzi, ad di Eni, sul grave problema che ha riguardato la rete gas e la debolezza energetica italiana.

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La crisi del gas di martedì scorso, capitata fra capo e collo al Belpaese stretto fra la morsa del freddo e l'imminenza del periodo natalizio, è stata dovuta all'incidente in Austria.

Tutto si è risolto senza intaccare le riserve strategiche, anche se "rimpiazzare il gas mancante non è stato semplice", e va anche va ricordato che "l'Italia dipende per oltre il 90% dall'estero, quindi siamo esposti al rischio", come ha dichiarato l'amministratore delegato dell'Eni, Claudio Descalzi.

In collegamento con Radio Capital, ci sono state altre dichiarazioni da parte sua: "Il  mercato italiano ha una debolezza strutturale, manca di energia. Siamo a meno di 7 miliardi di metri cubi di produzione e le rinnovabili hanno un punto di debolezza perché in inverno sono più scarse: quindi il gas dovrà trovare sempre di più diversificazione, che vuol dire più fonti e più Paesi dai quali importiamo".

L'Eni ha trovato altro gas dall'Algeria e dalla Libia, qualche parte è venuto dal Nord e abbiamo rimpiazzato il 30%, questo ha permesso di non toccare le riserve strategiche.

Ma attenzione perchè il mondo non finisce a Natale e tradizionalmente gennaio e febbraio sono mesi molto freddi.

Il sistema ha retto molto bene; c'è stata una ripresa completa fortunatamente, ora c'è una fase di transizione in cui bisogna capire bene cosa è successo.

L'ecumenismo e la pacatezza dell'analisi di Descalzi devono poi però misurarsi con le polemiche tutte italiane sul futuro e sulle strutture di cui deve dotarsi un Paese Russia-dipendente.

C’è infatti un altro bilancio che andrà fatto e un altro conto che andrà pagato: il bilancio sulla qualità dell’infrastruttura energetica che approvvigiona il nostro Paese e il conto su quanto l’incidente austriaco peserà sulle tasche dei consumatori italiani.

Un conto che per alcuni, ministro Carlo Calenda in testa, andrebbe almeno moralmente ascritto ai "No Tap".

Il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, ha dichiarato: "Se avessimo il gasdotto Tap non avremmo dovuto dichiarare lo stato di emergenza gas a causa dell'incidente in Austria. Questo vuol dire che abbiamo un problema serio. E in Puglia c'è chi fa la guerra al Tap, invocando addirittura il sabotaggio, con il governatore Emiliano che, anche lì, ha fatto ricorso al Tar e lo ha perso".

La reazione di Emiliano: "I fatti accaduti in Austria hanno dimostrato che le preoccupazioni della Regione Puglia hanno un fondamento evidente che ci obbligherà nei prossimi giorni a sottoporre alla Procura della Repubblica competente un esposto che mira a salvaguardare l'incolumità pubblica dalla incosciente decisione del Governo di ritenere non assoggettabile alle direttive Seveso l'impianto Tap".

Ne usciremo?

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FONTI:

Per il contenuto: Eni, Descalzi: "Situazione gas risolta, ma l'Italia rischia", repubblica.it, 14 Dicembre 2017.

Per l'immagine: www.we-news.com 

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).