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8-9 DICEMBRE: VERDETTO FINALE PER IL FALLIMENTO DELL'ITALIA E IL RITORNO ALLA LIRA
Politica Estera

Foto di banconote euro cartaceeAlcune date sono molto più importanti di altre, e per il salvataggio dell'euro, il fallimento dell'Italia e l'eventuale ritorno alla lira i giorni 8 e 9 dicembre rappresentano un momento cruciale per capire quello che accadrà in futuro nella disastrata Unione Europea.

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Credo che i giorni 8 e 9 dicembre saranno uno snodo effettivamente fondamentale” ha detto il presidente del consiglio Mario Monti intervenendo oggi all'Ecofin di Bruxelles, dove i 27 ministri degli esteri e delle finanze dell'Unione Europea si sono riuniti per discutere le misure urgenti da introdurre per impedire un crollo improvviso dell'euro e una rovinosa uscita disordinata dei paesi dall'eurozona.

Il giorno 8 dicembre si terrà a Bruxelles il Vertice Europeo a cui ovviamente parteciperà lo stesso Mario Monti in qualità di primo ministro e ministro dell'economia, mentre il 9 dicembre l'attenzione si sposterà al consiglio europeo dove il presidente Herman Van Rompuy presenterà in modo definitivo il programma di norme fiscali e di modifiche ai trattati europei che i 27 stati saranno costretti a ratificare se vogliono rimanere nell'Unione Europea.

Intanto, sotto la spinta del presidente della commissione europea Josè Manuel Barroso e il commissario per gli affari economici Olli Rehn, è stato già presentato due giorni fa il severissimo pacchetto di sanzioni pesanti che colpiranno gli stati che non rispettano le regole, definito six pack (o nuovo patto di stabilità) perchè appunto comprende sei sanzioni punitive da applicare in modo automatico e senza possibilità di alcuna discrezionalità.

Le sei pesanti sanzioni del six pack, che nelle intenzioni dei tecnocrati dovrebbero appunto essere degli automatismi sono brevemente le seguenti:

1. La Commissione Europea può lanciare in qualsiasi momento allarmi preventivi qualora uno o più stati membri non adottino politiche di bilancio prudenti nell'ottica dei piani di crescita stabiliti.

2. I paesi con un rapporto debito/PIL superiore al 60% saranno costretti a ridurlo ogni anno di almeno 1/20 rispetto alla quota percentuale in esubero fino a ritornare al di sotto della soglia prefissata (per l'Italia che ha un rapporto debito/PIL del 120% si tratta in pratica di una riduzione annua del 3%)

3. In caso di deficit eccessivo scatteranno multe e sanzioni con depositi cauzionali fino allo 0,2% del PIL, che verranno restituiti in caso di corretta gestione.

4. Adeguamento dei sistemi contabili, statistici, rapporti con enti locali e procedure di bilancio allo standard unico europeo.

5. Prevenzione degli squilibri economici fra le varie nazioni.

6. Il mancato adeguamento alle norme europee comporta la procedura di sorveglianza della Commissione europea con sanzioni fino all'1% e il 2% del PIL.

Il pacchetto six pack degli automatismi sanzionatori rappresenta però solo una parte delle nuove norme rigorose e diventerà operativo a partire dal 16 dicembre, mentre il grosso delle modifiche ai trattati europei sarà appunto quello che Van Rompuy presenterà a Bruxelles il 9 dicembre e da quel momento si capirà veramente che intenzioni hanno i tecnocrati europei rispetto al processo di fallimento assistito dell'Italia tramite l'FMI, la BCE e il fondo salvastati europeo e all'eventuale uscita di alcuni paesi dall'area euro, fra cui la stessa Italia, che a questo punto potrebbe valutare più conveniente un abbandono definitivo dell'euro e un rapido ritorno alla lira.

La cessione di sovranità a cui saranno obbligati gli stati europei per rimanere all'interno dell'Unione Europea è infatti talmente elevata e incomprensibile da incoraggiare alcuni stati, come Italia, Spagna e la stessa Gran Bretagna ad uscire di corsa dai trattati europei e ad accelerare il processo di disintegrazione e crollo dell'euro, che alla fine è quello che vuole la stessa Germania.

Written by Piero Valerio

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