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LA MANOVRA MONTI, LO SPREAD E IL SUCCESSO DEI MERCATI E DELLE GRANDI LOBBY DI POTERE
Politica Estera

Foto di una grande multinazionale europeaPartiamo subito da un dato oggettivo: oggi i mercati internazionali e soprattutto europei hanno brindato al varo della manovra finanziaria del governo Monti, perchè le misure di austerità che colpiranno solo le classi sociali più deboli è un successo per la strategia di progressiva espropriazione di ricchezza e di sovranità agli stati democratici da parte delle grandi lobbies di potere.

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Oggi lo spread fra i titoli di stato italiani e i bund tedeschi è sceso in maniera rapida e imprevedibile fino a 378 punti base, indicando chiaramente che con queste misure repressive sulla popolazione i cosiddetti “mercati” (banche, operatori finanziari, speculatori) hanno ritenuto vantaggioso riprendere a fare affari e ad investire in Italia, perchè i poteri dello stato sovrano sono stati limitati, il mercato del lavoro è stato massacrato e i margini di profitto futuro per gli investitori sono maggiori.

Le azioni in borsa delle banche hanno avuto crescite esponenziali (fino addirittura al +11% di Banca Montepaschi di Siena) che non si vedevano così alte da anni, e il motivo non è soltanto qualcosa legato all'euforia e all'emotività degli operatori finanziari, ma ha all'origine un fatto molto concreto: il governo tecnico dei banchieri Corrado Passera (Banca Intesa), Mario Ciaccia (Banca Intesa) e Mario Monti (Goldman Sachs) ha deciso di estorcere 20 miliardi dalle tasche dei cittadini (pensioni, ICI prima casa, aumento IVA) per trasferirli direttamente nelle casse delle banche italiane (sotto forma di fondo di garanzia per i prestiti insoluti).

Il tecnocrate europeista Mario Monti quindi ha tenuto fede alle ragioni ultime del suo mandato, in modo sfacciato, senza fare troppe acrobazie o bizantinismi, perchè senza remore o ripensamenti il freddo e sobrio primo ministro paracaduto dall'alto direttamente dai poteri forti e dalle lobby economiche europee Mario Monti ha svolto per intero il suo compito, la sua missione, il suo gravoso spirito di servizio di salvatore dei grandi affari e fustigatore dei poteri deboli, dimostrando di essere sensibile ai principi e ai fondamenti comunitari dell'Unione Europea.

Ma quali sono questi nobili principi comunitari dell'Unione Europea a cui si ispira con così grande passione Mario Monti? Non serve fare studi antropologici o analisi geopolitiche per capire su quali principi o ragioni si fonda la tecnocrazia dell'Unione Europea con sede a Bruxelles: basta vedere alcune ricerche documentate che fissano in circa 15.000 il numero di lobbisti professionisti che gravitano nell'ambito dell'Unione Europea, nel ruolo di funzionari, commissari, esperti di settore, mai eletti dal popolo, mai vincitori di concorsi, ma catapultati dall'alto alla loro mansione da grandi cartelli o gruppi industriali proprio come è accaduto al tecnocrate Mario Monti.

I numeri di queste ricerche sono agghiaccianti: oltre il 70% dei funzionari europei lavora al servizio di grandi gruppi industriali, il 20% rappresenta gli interessi di particolari stati, regioni, enti locali o altre istituzioni internazionali, mentre soltanto il 10% difende le istanze della società civile, gruppi ambientalisti, associazioni dei consumatori, sindacati.

Uno sbilanciamento incredibile a favore dei lobbisti professionisti che lavorano per difendere i precisi interessi di determinati settori industriali e finanziari (energia, banche, tecnologia, automazione, chimica, chimica farmaceutica), che ricalca quasi lo stesso sbilanciamento della manovra finanziaria messa a punto dal governo Monti, il cosiddetto decreto salva banche, che esprime in particolare gli interessi e le esigenze della lobby europea che nello specifico ha deciso la nomina urgente di Mario Monti a presidente del consiglio italiano (la lobby bancaria appunto).

Queste lobby di potere non sono entità astratte e misteriose che lavorano nell'ombra di poteri occulti o organizzazioni segrete degne della migliore teoria del complotto (vedi Commissione Trilaterale, Gruppo Bilderberg e simili), ma agiscono alla luce del sole aggregandosi in gruppi d'affari e cartelli abbastanza noti a tutti gli addetti ai lavori, come la TABD (Transatlantic Business Dialogue, che unisce insieme multinazionali come Ford, Siemens, BASF, Deloitte, Hernst&Young, Deutsche Bank e migliaia di altre), la Business Europe o la ERT (European Roundtable of Industrialists).

I programmi politici ed economici della Commissione Europea devono essere prima approvati dai lobbisti di questi grandi gruppi di potere e pressione politica e solo dopo possono passare al vaglio delle istituzioni pubbliche e vengono ratificate dai governi nazionali.

Quando il primo ministro Mario Monti martella con il suo odioso ricatto che se non viene approvata la manovra finanziaria allora l'Italia andrà in fallimento, default, facendo crollare l'euro e l'intera struttura comunitaria dell'Unione Europea, non fa altro che esprimere il suo legame con i poteri forti comunitari ed internazionali, perchè sa che senza una politica sbilanciata verso le grandi lobby d'affari, le stesse lobby finanziarie faranno crollare i titoli italiani in borsa, richiedendo rendimenti elevatissimi per finanziare l'Italia.

Il fatto che la grande finanza abbia promosso a pieni voti la manovra del governo Monti conferma che il decreto salva banche va nella direzione della difesa dei poteri forti, e qualora la sua approvazione venisse ostacolata o impedita da sindacati, parti sociali o partiti politici, allora saremmo di nuovo bocciati dalle lobby di potere perchè in buona sostanza il ricatto di Monti è un modo più sottile per esprimere lo stato di schiavitù e di prigionia a cui è stata ridotta la democrazia, la sovranità popolare, lo stato di diritto, lo spazio di manovra (praticamente nullo) per approvare misure fiscali ed economiche più eque, giuste, meno sbilanciate.

Written by Piero Valerio

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