| IL VERTICE EUROPEO NON HA CAMBIATO NULLA, LA CRISI DELL’UNIONE EUROPEA CONTINUA |
| Politica Estera | ||||||
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Articoli simili di sicuro tuo interesse: La tanto attesa modifica dei trattati europei, a causa del veto della Gran Bretagna, si è trasformata in un molto più sfumato accordo intergovernativo fra i 17 paesi dell’eurozona, che include anche 6 paesi dell’Unione Europea più Svezia, Repubblica Ceca e Ungheria, previa approvazione dei loro rispettivi parlamenti.
Con lo stratagemma dell’accordo intergovernativo è stata evitato l’ostacolo della ratifica del nuovo trattato europeo tramite referendum popolare, perché nelle ultime occasioni in cui il popolo europeo ha potuto esprimere la sua opinione sui trattati dell’Unione Europea, sia la costituzione che i trattati dell’Unione Europea sono stati sempre severamente bocciati dai suoi stessi cittadini (vedi Irlanda e Francia). Questo significa che il progetto Unione Europea ormai non piace più a nessun cittadino europeo, perché bene o male tutti hanno capito che l’Unione Europea non è stata fatta per difendere le esigenze della cittadinanza ma soltanto per favorire gli interessi delle lobbies economiche più influenti, con la compiacenza e la complicità di governanti e politicanti più facilmente corruttibili. Tuttavia i tecnocrati di Bruxelles mai votati da nessuno, ma nominati dagli stessi governanti corrotti e dai lobbisti, cercano di imporre con la forza questo progetto fallimentare dell’Unione Europe, aggirando tutti gli ostacoli democratici di legittimazione come appunto i referendum popolari.
Nell’ultima occasione del vertice europeo di Bruxelles del 8 e del 9 dicembre, i tecnocrati e i politici europei non hanno deciso nulla, rinviando in pratica a marzo la definizione degli accordi intergovernativi fra gli stati e appoggiando in questo senso la posizione forte e dominante della Germania, che non vuole appunto fare nulla per affondare le ultime risicate possibilità di ristrutturazione del debito di Italia e Spagna (i tedeschi non vogliono soltanto dare una severa lezione agli spendaccioni spagnoli e italiani, ma impoverirli e affossarli definitivamente per renderli dei concorrenti innocui e degli importatori perenni di prodotti made in Germania). L’accordo intergovernativo fra le nazioni che aderiranno a questo nuovo patto di stabilità europeo comporta maggiori controlli e sanzioni per gli stati che non rispetteranno i nuovi vincoli di bilancio, l’obbligo di inserire la norma del pareggio in bilancio nelle costituzioni nazionali e la creazione di un nuovo fondo salvastati europeo (il MES, Meccanismo Europeo di Stabilità ) entro fine luglio 2012: tutte cose che già erano state utilizzate in passato e non avevano arginato la crisi di credibilità , fiducia, liquidità e solvibilità dell’Unione Europea. Written by Piero Valerio
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Il vertice europeo del 8 e del 9 dicembre è stato un vero disastro burocratico ed istituzionale, perché nonostante tutte le buone intenzioni di salvare l’euro e difendere l’eurozona non è riuscito ad introdurre delle norme davvero efficaci per alleggerire la crisi finanziaria già in corso.