| DA DOMANI 13 DICEMBRE ENTRANO IN VIGORE LE SANZIONI AMMINISTRATIVE DELL’UNIONE EUROPEA |
| Politica Estera | ||||||
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Articoli simili di sicuro tuo interesse: Queste nuove norme, indicate con il nome di six pack, prevedono un rafforzamento dei poteri di sorveglianza e controllo della commessione europea sui bilanci dei singoli paesi dell’Unione Europea (tutti tranne la Gran Bretagna, che ha apposto il suo diritto di veto e ha rifiutato questa ennesima cessione di sovranità democratica prevista dall’accordo intergovernativo) e delle sanzioni amministrative per i paesi europei che non rispettano i nuovi parametri di stabilità fiscale.
Le principali misure di austerità che fanno scattare le sanzioni automatiche, che possono variare da un punto percentuale 1% a due punti percentuali 2% del PIL nazionale, impongono un tetto massimo del rapporto debito/PIL del 60% e una soglia limite del rapporto deficit/PIL del 2% (ancora più restrittivo rispetto al precedente del 3%). Mentre niente è stato deciso sul nuovo ruolo della banca centrale europea BCE come prestatore di ultima istanza e garante di solvibilità per gli stati dell’Unione Europea, che è in pratica l’unica soluzione che potrebbe risolvere il problema immediato della fuga dei capitali dall’Unione Europea e arginare la crisi finanziaria nel breve periodo. Con il nuovo patto di stabilità e le nuove misure di austerità gli unici paesi a rientrare a pieno titolo nei parametri europei sono la Finlandia e il Lussemburgo, mentre la virtuosa Germania avrebbe ancora un buon coefficiente deficit/PIL (1,3%) ma un rapporto debito/PIL (84%) ben al di sopra del tetto massimo del 60%.
Tuttavia, sempre a vantaggio della Germania, è stata inserita nel patto di stabilità una clausola che consente di far scattare le sanzioni automatiche solo in presenza di un voto favorevole della maggioranza qualificata (85% del PIL europeo e avendo la Germania un PIL maggiore può far pesare di più il suo diritto di veto). In pratica queste sanzioni amministrative valgono solo per gli stati che hanno un basso potere politico ed economico (i cosiddetti paesi PIIGS, Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna), mentre Francia e Germania potranno fare e disfare a loro piacimento le regole del nuovo patto di stabilità , come già era accaduto nel 2003 con il vecchio patto di stabilità europeo, quando Germania e Francia sforarono ampiamente i parametri e votarono insieme per impedire che venissero applicate sanzioni amministrative nei loro confronti (episodio denunciato dal primo ministro italiano Mario Monti, durante l’ultimo incontro trilaterale fra Italia, Germania e Francia). Written by Piero Valerio
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Il commissario per gli affari economici dell’Unione Europea Olli Rehn ha annunciato che da domani 13 dicembre 2012 entreranno in vigore le nuove sanzioni amministrative per i paesi poco virtuosi dell’Unione Europea.