| CROLLO DELL’EURO SUI MERCATI DEI CAMBI, SI AVVICINA LA FINE DELLA MONETA UNICA |
| Politica Estera | ||||||
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Oggi la borsa di Milano ha chiuso di nuovo in zona negativa, insieme alle altre piazze europee di Parigi, Francoforte e Madrid, ma quello che preoccupa di più è il crollo dell’euro sul mercato dei cambi monetari. Articoli simili di sicuro tuo interesse: Oggi l’euro ha raggiunto un valore di 1,307 nei confronti del dollaro, il valore più basso mai toccato da gennaio 2011, perdendo quota anche di fronte ad altre monete internazionali come il franco svizzero, la sterlina inglese, la yuan cinese e lo yen giapponese.
La lenta discesa del valore dell’euro potrebbe essere il preludio di altri disastri finanziari, perché è chiaro che diminuendo il valore della moneta di riferimento con cui operano molte banche europee, italiane, tedesche, francesi potrebbero andare incontro presto ad altre perdite patrimoniali e necessità di ricapitalizzazione. In effetti la stranezza della crisi dei paesi dell’eurozona riguarda il fatto che aveva coinvolto soltanto i debiti pubblici non sovrani (perché denominati in una moneta straniera come l’euro) di alcuni paesi europei come la Grecia, la Spagna, l’Italia, ma non aveva interessato la stabilità della moneta unica euro in cui erano denominati questi debiti pubblici. Da oggi invece la stabilità dell’euro comincia a scricchiolare, e la Germania dovrà rivedere in fretta tutti i suoi piani industriali fondati sull’euro forte e sulle esportazioni negli altri paesi dell’eurozona (circa il 70% delle esportazioni totali tedesche), perché con un euro con più basso valore anche le industrie spagnole e italiane possono diventare più competitive.
Bisogna adesso capire se il crollo di oggi dell’euro sul mercato dei cambi sia un fatto isolato e circoscritto, oppure diventerà una tendenza permanente anche nei prossimi giorni e i dati a disposizione confermano questa seconda ipotesi (in poche settimane l’euro è sceso dal precedente valore di cambio contro il dollaro di 1,35 all’attuale 1,3). Come spesso evidenziato da osservatori e analisti, la crisi di fiducia e di credibilità dei mercati internazionali non è soltanto verso i paesi più indebitati come Grecia e Italia, ma nell’Unione Europea nel suo complesso e nella stranezza della moneta unica euro, che è una moneta emessa in maniera indipendente e autonoma da una banca straniera come la BCE, ma non ha alcuno stato o economia di riferimento a cui agganciarsi.
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13/12/2011 MILANO