Deludente l'incontro tra i paesi membri dell'OCSE!Il primo ed il due giugno 2016, ha avuto luogo a Parigi, la riunione dei paesi facenti parte dell'Ocse, avente come tema, il rallentamento della produttività e del contestuale ampliamento delle disuguaglianze nell'UE. L'incontro, presieduto dal Cile, non ha purtroppo sortito gli effetti sperati. Il numero uno della BCE, Mario Draghi, ha spiegato, nella conferenza stampa al termine della riunione, che i timori legati all'eventuale Brexit, stanno creando un clima di incertezza all'interno dell'UE, che sta contribuendo a frenare la crescita economica, nel terzo trimestre 2016, all'interno della stessa.

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Il primo ed il due giugno 2016, si è tenuto a Parigi, l'incontro tra i paesi membri dell'Ocse, (Convenzione sull'Organizzazione e per la Cooperazione dello Sviluppo Economici).

L'incontro, presieduto dal Cile, ed apertosi con il discorso del Presidente del Cile, Michelle Bachelet, ha avuto come tema conduttore, il rallentamento della produttività e del contestuale ampliamento delle disuguaglianze, all'interno dell'Unione Europea.

L'Italia, è stata rappresentata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, durante il primo giugno.

Per il due giugno, è intervenuto per l'Italia, il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Ivan Scalfarotto.

Il presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, durante la conferenza stampa, che si è tenuta al termine dell'incontro, ha spiegato come, l'imminente possibile uscita dell'Inghilterra dall'Unione Europea, stia creando all'interno dell'UE, un clima di incertezza, che sta contribuendo a frenare la crescita economica, in questo terzo trimestre 2016.

Il numero uno della BCE, sottolineando come l'inflazione sia ancora troppo bassa, nei paesi più deboli della UE, come Grecia ed Italia, ha annunciato che verrà messa in atto una politica accomodante, per riuscire a portare i prezzi verso il 2%.

Prosegue Draghi, dicendo che se le politiche economiche adottate e che verranno adottate dall'UE, non saranno sufficienti a risollevare le sorti economiche dell'Unione, allora è chiaro che ogni paese membro, dovrà guardare alle proprie questioni interne ed alla propria economia reale interna.

 -Non essendo stimolata l'economia interna dei vari paesi membri, è chiaro-, dice Draghi, -che ne risenta l'economia europea-.

Secondo il parere di diversi economisti, l'eventuale Brexit, fa paura per il significato che ad essa si rivolge, ossia a tutti gli scenari possibili, sia politici che economici, che potranno aprirsi, se i cittadini britannici, decreteranno con il referendum del 23 giugno 2016, l'uscita del loro paese dall'Unione.

Ciò succede, perchè a detta dello stesso Draghi, la politica e l'economia europee, sono ancora lontane dalle reali necessità dei cittadini.

Sempre secondo lo stesso Draghi, se l'Inghilterra dovesse effettivamente uscire dall'Unione, bisognerà attivare una politica ed una economia, che consentano comunque una collaborazione con lo stato inglese.

Gli economisti, avrebbero già sottolineato, come tutto questo, vada inevitalbimente ad inserirsi nel TTIP, il trattato transatlantico di liberalizzazione commerciale, avente lo scopo di abbattere le tariffe di dazi e dogane tra Europa e Stati Uniti, facilitando così, le relazioni commerciali tra i due continenti.

Durante la conferenza stampa, Draghi, avrebbe già annunciato, che con una crescita economica europea ancora troppo bassa, nonostante timidi miglioramenti, i tassi d'interesse bancari, resteranno bassi ancora a lungo.

La crescita economica dell'Italia, per la fine di questo 2016, sarebbe stimata intorno all'1,6%, dato non sufficiente, che segnala la necessità, di ulteriori stimoli economici, all'interno del nostro paese.

Uno dei problemi che fanno da ostacolo alla nostra ripresa economica, come sottolineato da diversi dei nostri politici e diversi economisti, è che qualunque presa di posizione per la crescita economica, diventa immediatamente motivo di scontro politico fra partiti, che impedisce di arrivare a risultati concreti ed a rimandarli nel tempo.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante i festeggiamenti del 2 giugno a Roma, per il settantesimo anniversario della nostra Repubblica, nel suo discorso, ha sottolineato come i segnali di ripresa, vadano  sostenuti ed incrementati.

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