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L'ANALISI. CHI HA VINTO E CHI HA PERSO NELLA SETTIMANA CHE HA SCONVOLTO LA POLITICA ITALIANA
Politica Interna

montecitorioIl Governo Monti ha preso il largo e tutto sta ad indicare che la sua navigazione sarà tranquilla, almeno fino a quando la crisi di fiducia sui mercati non sarà risolta o, con l'approssimarsi del 2013, i partiti non sentiranno aria di elezioni.

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In questa settimana la politica italiana è stata stravolta e, probabilmente la prossima volta che si tornerà a votare, i raggruppamenti per il consenso avranno cambiato connotati.

SILVIO BERLUSCONI: Appare come il grande sconfitto di questa "rivoluzione parlamentare".

Il Cavaliere ha già affermato che non si ricandiderà: la sua stagione appare tramontata; il suo erede (Alfano), designato. Sarebbe del tutto fuorviante, tuttavia, considerarlo un vecchio arnese del passato: sia perché l'uomo ha risorse (materiali ma anche caratteriali) più volte dimostrate, sia perché il suo partito non resisterebbe ad un suo addio definitivo dalla politica attiva.

Il PDL, per poter diventare un elemento permanente della nostra vita politica, deve affrancarsi dal suo fondatore e dimostrare capacità di coesione che al momento non ha: ecco perché Berlusconi ha annunciato che «non lascia ma raddoppia il suo impegno nelle sedi istituzionali e politiche», al fine di mettere la sua creatura nelle condizioni di potergli sopravvivere.

 

GIORGIO NAPOLITANO: Il Presidente della Repubblica è stato il protagonista assoluto di questo ultimo scorcio di vicende politiche: ha seguito tutte le fasi della crisi economica e parlamentare senza dare impressione di interventismo, ma le sue "impronte digitali" sono sparse su tutte le scene e le scelte che hanno portato al "grande cambio".

Mario Monti è stato fin dall'inizio la sua soluzione principale e l'ha perseguita senza tentennamenti. Era anche l'unica carta possibile che il nostro Paese aveva da giocarsi in quella che appariva come l'ultima mano prima della fine dei giochi.

Il contributo presidenziale è stato determinante per l'operazione: ha stirato i suoi poteri senza mai ecedere i limiti costituzionali, la sua reputazione ha abbassato ogni reazione di dissenso; così si comporta un grande politico, soprattutto quando è circondato da troppi nani.

UMBERTO BOSSI: Già punita alle elezioni amministrative della primavera scorsa, la Lega era già da qualche tempo insofferente alla "ragion di Stato" e alla disciplina che comporta il sostenere un Governo e una maggioranza.

Nel mezzo di una difficile fase di passaggio tra una classe dirigente e la successiva (resa ancor più gravosa dall'essere il gruppo dirigente in via di smantellamento, quello legato al fondatore Bossi), il Carroccio ha trovato nel Governo Monti un comodo alibi per riposizionarsi all'opposizione, e per richiudersi dentro il recinto (ben conosciuto) dell'identità e delle "parole d'ordine".

Il ritorno al rivendicazionismo indipendentista, alla protesta, al legame stretto con il territorio, sono senz'altro un rifugio agevole in tempi di marosi. Tuttavia il rischio è quello di restare in un "cul de sac" senza prospettive o senza voglia di rimettersi in gioco: se la prospettiva dell'indipendenza della "Padania" fosse una cosa seria, poco male. La realtà è ben diversa: perfino gli industriali e gli autonomi del Veneto sono a favore del Governo Monti!

PIERFERDINANDO CASINI: Il leader centrista appare come uno dei grandi vincitori dell'"operazione Monti".

Era, infatti, l'unico che sosteneva le larghe intese anche quando la prospettiva più invocata ad una eventuale caduta di Berlusconi (ben al di là dal venire), erano le elezioni anticipate.

Casini è, comunque, il politico che potrebbe guadagnare di più da questa fase! L'uscita di scena di Berlusconi potrebbe consegnargli opportunità finora insperabili: in caso di sfaldamento del PDL, è a lui che si rivolgerebbe il grosso degli elettori di centro-destra e il tramonto del leader carismatico lo innalza a "uomo-immagine" di un eventuale schieramento moderato. Egli potrebbe spendere questo ruolo per provare ad assumere direttamente il Governo della Repubblica o, attraverso un'alleanza di centro-sinistra, per puntare ancora più in alto, verso il Quirinale...

Anche in caso di disgregazione del sistema partitico finora conosciuto, la sua UDC potrebbe fungere da motore di aggregazione per un Centro di ispirazione cristiana.

Casini, da politico di professione, sarà attento a giocarsi le sue carte in questa manche che, per lui, rappresenta la "partita della vita".

 

PIER LUIGI BERSANI: È l'altro vincitore di quella fase di confronto parlamentare, appena conclusasi.

A ben vedere, però, Bersani è il politico che più ha da perdere nell'appoggiare il Governo di Mario Monti: sia perché andando alle elezioni il suo PD ed i suoi alleati (IDV e SEL di Vendola) le avrebbero facilmente vinte, sia perché rimandando le elezioni (alla prossima primavera o a quella successiva) il segretario del PD rischia di non essere candidato alla guida del Governo.

Senza considerare, poi, l'eventualità che il partito si spacchi in maniera definitiva: la qual cosa è assai più probabile di quanto si pensi.

Il Governo Monti, infatti, dovrà presentare i provvedimenti già concordati da Berlusconi in sede di Consiglio Europeo: provvedimenti che sembrano fatti apposta per dividere i democratici!

Dal superamento dello statuto dei lavoratori alla possibilità di licenziare anche senza giusta causa, dall'aumento dell'età pensionabile al passaggio al sistema contributivo per tutti, non c'è provvedimento in materia economica in cui nel partito non si distinguano un'"area riformista" da un"area massimalista".

A Bersani toccherà scegliere, visto che il Governo da lui supportato, di scelta, invece, non ne ha. E di sopportare anche le conseguenze.

MARIO MONTI: Infine, il Presidente del Consiglio: ha un compito da far tremare i polsi di chiunque, ma se è stato issato è perché è forse l'unico in grado di poterlo portare a termine con una certa speranza di successo.

La sua ricompensa, in caso di riuscita, è all'orizzonte: la Presidenza della Repubblica!

Written by Simone Muti modificated by Manager_Igor Scarabel

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