Foto di una banca americanaIn questi giorni la carriera professionale di Mario Monti è stata spulciata nel dettaglio come è giusto che sia, per capire quanti conflitti di interessi potrebbero nascondersi dietro la sua nomina a primo ministro e in effetti di cose da nascondere ce ne sono molte.

Dopo la compromettente collaborazione come international advisor con la banca d'affari americana Goldman Sachs, la sua presenza nell'international board di Coca Cola, spunta adesso un altro stretto legame di collaborazione, sempre come consulente international advisor, con una delle società di rating più importanti e criticate del mondo, la Moody's.

Le società di rating come è noto si occupano dell'assegnazione del livello di affidabilità delle aziende e dei titoli quotati in borsa, che viene più semplicemente espresso con un voto sintetico, simile a quello scolastico, in cui il massimo è la tripla AAA, poi AA+, AA, fino ai livelli più bassi che arrivano alla pericolosa lettera C, che indica una realistica possibilità di insolvenza.

Le società di rating nel mondo sono più di cento, ma le più importanti sono tre, Standard&Poor's, Fitch e appunto Moody's che da sole coprono più del 50% del mercato e con i loro i giudizi, che le stesse società di rating si affrettano a definire opinioni soggettive e non oggettive, influenza e indirizzano il mercato finanziario.

Il problema principale è che le società di rating non si limitano soltanto ad emettere un giudizio, ma si occupano pure di attività di consulenza alle stesse società che devono giudicare, creando un conflitto di interessi interno difficilmente risolvibile.

Se a questo si aggiunge che le società di rating sono partecipate dalle stesse società che poi devono giudicare, si capisce bene quale intreccio di malaffare pervade tutte la loro presunta attività di giudici imparziali, e non a caso diversi dirigenti delle società di rating sono stati coinvolti in inchieste di insider trading, aggiotaggio, spionaggio industriale e rivelazione di informazioni riservete.

Clamoroso il caso della banca americana Lehman Brothers, che il giorno prima del suo colossale fallimento da 631 miliardi di dollari, aveva un giudizio unificato da parte di Moody's e delle altre due maggiori società di rating di tripla AAA, cioè maggiore affidabilità possibile dell'investimento.

Ora, abbiamo capito che il nostro presidente del consiglio Mario Monti conosca bene per esperienza professionale chi siano e come funzionino i veri poteri forti della finanza, ma questo aumenta il sospetto che lui non era proprio la persona giusta per mettere un freno allo strapotere delle società finanziarie con cui ha collaborato in passato.

La accuse di connivenza con i poteri forti che Mario Monti ha dichiarato fuori luogo e offensive non sono insensate, perchè in un periodo in cui serviva un rigoroso processo di regolamentazione degli operatori finanziari, il professore Mario Monti per tutte le sue collaborazioni e i molteplici conflitti di interesse, è sicuramente la persona meno adatta per fare il fustigatore della speculazione finanziaria e le sue ultime uscite pubbliche confermano che l'unico obiettivo del presidente del consiglio, quasi un'ossessione, è quello di bastonare i lavoratori, i pensionati e aggredire frontalmente lo stato sociale italiano, mentre nessuna parola è stata spesa dal premier Monti per denunciare le colpe e le irregolarità del mercato finanziario, facendo crescere a dismisura la sfiducia e lo strappo già esistente fra la politica e la società civile.

Non si capisce infatti ancora per quale motivo il premier Monti non dichiara mai e conferma pubblicamente queste sue esperienze professionali, che non sono per nulla da criminalizzare se fatte alla luce del sole, facendo invece accrescere in tutti coloro che osservano la realtà e cercano di capire cosa sta accadendo la convinzione che lo stesso Monti non reputa opportuno pubblicizzare le sue collaborazioni perchè appunto troppo compromettenti.

Il giudizio su Mario Monti quindi non cambia: la sistemazione dei conti pubblici, la riforma dello stato sociale è un'operazione necessaria e propedeutica, ma questa deve essere fatta insieme ad un seria revisione dei mercati finanziari e della politica monetaria, e il professore e consulente finanziario Mario Monti non era sicuramente la persona più adatta per svolgere questo secondo compito.

Written by Piero Valerio

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