| PIOGGIA DI EMENDAMENTI AL DECRETO MONTI, LA MANOVRA LENTAMENTE AFFONDA |
| Politica Interna | ||||||
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Articoli simili di sicuro tuo interesse: La manovra del decreto Monti doveva far risparmiare alle casse dello stato italiano circa 30 miliardi di euro, ma se continua così si risolverà in un bicchiere d’acqua e a breve il governo Monti dovrà mettere mano ad una nuova manovra finanziaria.
Il taglio alle spese pubbliche che prevedeva una progressiva riduzione e accorpamento delle province è stato rimandato ad aprile del 2013, quando con ogni probabilità il governo Monti non ci sarà più, saranno indette nuove elezioni e ci sarà un nuovo parlamento e un nuovo governo. Il taglio dei costi della politica e la sforbiciata ai privilegi della casta politica, che prevedeva una dimezzamento degli stipendi dei parlamentari e la fine del regime dei vitalizi parlamentari, si sono risolti in una bolla di fumo, perché il governo non potrà legiferare in materia lasciando il compito alle rispettive commissioni della Camera e del Senato. La riforma delle pensioni è stata ulteriormente rivista, perché il tetto massimo sotto il quale le pensioni saranno ancora indicizzate all’andamento dell’inflazione verrà con ogni probabilità alzato fino a 1400 euro.
Per mantenere intatto il saldo finale della manovra di 30 miliardi di euro, il ministro del lavoro Elsa Fornero ha accennato alla possibilità di chiedere una tassa una tantum del 25% per tutte le pensioni d’oro superiori a 200 mila euro lordi annui. Il partito di centrodestra PDL di Berlusconi che ha dovuto digerire il rospo delle reintroduzione dell’ICI sulla prima casa sta forzando la mano con emendamenti rivolto all’esenzione dell’ICI per le giovani coppie e coloro che hanno stipulato da poco un mutuo per l’acquisto della prima casa. Mentre il maggiore partito di centrosinistra PD di Bersani sta puntando ancora sulla tassa patrimoniale, l’asta delle frequenze pubbliche televisive e un maggior contributo fiscale dei capitali scudati e rientrati dall’estero che attualmente sono stati tassati con un’imposta di bollo del 1,5%, ma nel complesso la manovra Monti sembra ancora molto traballante ed è difficile prevedere un’approvazione certa prima di Natale.
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La manovra tanto annunciata dal governo dei tecnici e dei professori guidati dal presidente del consiglio Mario Monti sta lentamente affondando sotto la pioggia degli emendamenti parlamentari e delle richieste di aggiustamenti e modifiche.