| CONTESTAZIONE DELLA LEGA NORD AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MARIO MONTI AL SENATO |
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Articoli simili di sicuro tuo interesse: La miccia che ha acceso la contestazione dei senatori si è accesa quando il primo ministro Mario Monti ha cominciato a descrivere il programma europeo di riforme e l’introduzione degli eurobond.
Secondo le proteste in aula dei senatori, il presidente del consiglio Mario Monti non avrebbe trattato con convinzione in sede europea per spingere sull’introduzione degli eurobond ed evitare la speculazione finanziaria ancora in atto nei confronti dei titoli di stato italiani. Il presidente del senato Renato Schifani ha dovuto riprendere più volte i senatori presenti in aula, minacciando la sospensione della seduta con grave caduta di immagine del governo Monti all’estero. Il primo ministro Mario Monti ha ribadito che il suo atteggiamento non è stato passivo nei confronti della pressione della Francia e della Germania, ma la causa della contestazione era soprattutto rivolta all’aumento delle tasse.
Il gruppo di senatori più attivo è stato quello della Lega Nord, con il senatore e capogruppo dei leghisti Federico Bricolo che ha guidato la contestazione dei senatori della Lega Nord, mostrando più volte cartelli di protesta contro l’aumento eccessivo delle tasse. Alla fine il presidente del Senato Renato Schifani è stato costretto a sospendere la seduta, perché l’aspra contestazione della Lega Nord non consentiva più al primo ministro Mario Monti la lettura della sua relazione. A quanto pare la contestazione della Lega Nord era già stata preventivamente organizzata per destabilizzare la permanenza del governo Monti, essendo appunto la Lega Nord l'unico partito di opposizione.
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Durante la discussione sulle modifiche alla manovra finanziaria al Senato, è stato duramente contestato il presidente del consiglio Mario Monti dai senatori della Lega Nord presenti in aula.