| L'ANALISI. LA POLITICA IN VACANZA E LA VACANZA DELLA POLITICA |
| Politica Interna | ||||||
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Articoli simili di sicuro tuo interesse: Innanzitutto che la "vacanza della politica" è da intendersi in un senso ben più ampio rispetto a quello valido per tutti gli italiani che (chi più chi meno) si sono concessi un riposo durante le feste di fine anno. Già , perché la politica così come noi la conoscevamo, era stata già "messa in vacanza" dall'Esecutivo dei Professori guidato da Mario Monti.
Un Governo, formato da persone competenti, finalmente con l'interesse pubblico come stella polare, ha preso le redini del Paese con l'intento dichiarato e - finora - posto in essere di risanare i conti, restaurare la fiducia dei mercati e dei nostri partner europei, approvare quelle "riforme di sistema" senza le quali il nostro tessuto produttivo non riuscirà ad espandersi nuovamente e che la politica non sarebbe stata in grado di fare. Ridotta ad approvare ricette cucinate altrove, finita nel sottoscala del Potere, la politica dei partiti avrebbe avuto quantomeno il compito di riconfigurare se stessa, in un nuovo rapporto con i cittadini. Tanti sarebbero stati gli ambiti di intervento residui, in cui la politica avrebbe potuto esercitarsi: dalla legge elettorale alle riforme costituzionali, dal riallineamento dei costi della politica al ridimensionamento del proprio arbitrio nell'economia e nella società ... Niente di tutto ciò! Nella vicenda relativa al taglio degli stipendi dei parlamentari siamo stati costretti ad assistere ad un'indecente propaganda negazionista degli enormi privilegi che si sono accordati nel corso del tempo e che dimostra quanto la nostra "casta" sia del tutto disconnessa dalle esigenze e dagli umori della società civile. Sulle liberalizzazioni, soprattutto dal versante del PDL berlusconiano, vengono posti ostacoli a difesa delle corporazioni e dei privilegi a vantaggio di pochi piuttosto che della collettività . Dal canto suo invece, il PD, alza le stesse barriere a qualsiasi intervento sulla legislazione del lavoro che non accontenti anche la CGIL, ovvero, di quel sindacato che è la punta di diamante della conservazione sociale! C'è poi la vicenda relativa alle numerose questioni morali aperte: per un PDL che difende a spada tratta il suo esponente campano Nicola Cosentino accusato di essere il referente politico della Camorra, c'è un Premier che accetta immediamente le dimissioni di un Sottosegretario che si è fatto pagare le vacanze da un faccendiere della "cricca". Sulla questione dell'evasione fiscale, con la "spettacolare" incursione della Guardia di Finanza a Cortina, sempre il PDL - formazione che ha espresso il Capo del Governo fino a due mesi fa - si pone dalla parte degli evasori... La verità è che di questa politica, l'Italia può e deve fare volentieri a meno. Â
Probabimmente - è quello che ci auguriamo! - alla fine dell'esperienza del Governo Monti, la società italiana si sarà abituata a parametri differenti nell'esercizio del potere, rispetto a quelli finora usati, e non vorrà più tornare indietro. Se nel 2013 a contendersi il Governo dell'Italia saranno ancora il PDL (che va sempre più configurandosi come il "partito della malavita") ed il PD bersaninano (una formazione incolore-inodore-insapore) la sconfitta sarà stata di tutti e il tempo occupato adesso dai Professori, trascorso invano! Written by Simone Muti modificated by Manager_Igor Scarabel
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Ufficialmente la politica è rientrata ieri dalle vacanze di Natale. Che cosa ci ha dimostrato in tutto questo periodo?