| L'ANALISI. SCALFARO: UN QUIRINALE DA OSCAR |
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Articoli simili di sicuro tuo interesse: Nessuno di loro, anche dopo essere scesi dal Quirinale, ha mantenuto intatta l'avversione che si erano conquistati sul Colle. ...e nessuno di loro ha mantenuto tanto inderogabili i suoi principi.
Scalfaro è stato, senz'altro, il più grande tra i Presidenti della nostra Repubblica. Lo hanno aiutato, certo, le particolari circostanze in cui gli è toccato di esercitare la sua magistratura. Salito alla Presidenza dopo la strage di Capaci, ha esercitato il suo mandato a cavallo tra la fine della Prima Repubblica e l'inizio della Seconda, ha affrontato il periodo turbolento di "Tangentopoli" ed il primo Governo di "sinistra-centro" (quello dell'Ulivo) della storia repubblicana, fino ad aver battezzato il primo Governo Berlusconi ma anche il primo ex comunista alla Presidenza del Consiglio, senza dimenticare gli "Esecutivi del Presidente" con profilo tecnico (una prassi che con lui ha avuto inizio), al fine di risollevare la situazione finanziaria del Paese. Tutto ciò ha temprato lo spirito di un uomo che era stato eletto per essere il «notaio del Parlamento» e che invece ha dovuto piegarsi (i maligni sostengono che non abbia fatto troppa fatica) ad esercitare poteri e funzioni di supplenza delle altre istituzioni, che furono sconosciuti a tutti suoi predecessori! Il Quirinale di questo democristiano atipico, si è detto, era ritornato ad essere quello dei Savoia: non tanto per la comune provenienza piemontese (l'ex Capo dello Stato era di Novara) o per l'austera dignità che ha riportato al vertice delle Istituzioni dopo il settennato funambolico di Cossiga, quanto per il Potere che dalla Reggia repubblicana emanava. Rispettato e temutissimo da tutti. «Il Re della Repubblica» è infatti il fortunato titolo che Massimo Franco ha dedicato a quegli anni carichi di incertezze, e in cui l'unica certezza era lui. Quando le inchieste cominciarono a lambire anche la sua persona (una storiaccia sui fondi neri dei servizi segreti, che Scalfaro avrebbe usato come tutti i Ministri degli Interni prima di lui), il Presidente si presentò a reti unificate pronunciando il suo fatidico: «Non ci sto!», con cui passerà alla storia... Quel «non ci sto!», però, non era rivolto alla difesa della propria onorabilità (cui pure il nostro teneva moltissimo) quanto alla difesa della propria Carica: da appassionato della Costituzione (cui da giovane dette il suo contributo alla stesura) per lui era semplicemente incredibile che le Istituzioni - che per uno dalla sua formazione erano vissute come luoghi "sacrali" carichi di "magia" e di mistero - potessero venire infangate da insinuazioni o, peggio, trascinate nella volgarità della lotta politica quotidiana. Egli fu sempre il baluardo incrollabile del sistema costituzionale: un ruolo che non poteva non portarlo in rotta di collisione con il Cavaliere appena "disceso in campo", con la sua carica di nuovismo, di sorrisi smaglianti, di sondaggi e di un senso estetico da TV anni '80. Il «dinosauro», lo chiamavano nella cerchia berlusconiana dove si fantasticava di scalzarlo il prima possibile, dimostrando di sottovalutare (pericolosamente) un animale politico immane! Questo fu l'errore più grosso della nuova destra, un errore fatale, avendo di fronte un uomo che masticava politica dall'età di 27 anni. Â
Scalfaro, religiosissimo, fu anche rispettosissimo della Laicità dello Stato (non si è mai inchinato a baciare l'anello piscatorio quando ricoprì vesti istituzionali) per rispetto, diceva, a «persone che non accettano e non desiderano avere un credo religioso», che pure erano da lui rappresentate. Un uomo tanto duro e compreso nel suo ruolo in pubblico, quanto ironico, semplice e molto umano nel privato. Di lui scrisse in un suo libro Bruno Vespa: Scalfaro ha guidato la barca nel periodo più tormentato della sua storia e, alla fine l'ha condotta ad un approdo sicuro. Forse era l'unico approdo possibile. Certamente era l'unico che a Scalfaro piacesse. Non si può non essere d'accordo. Written by Simone Muti modificated by Manager_Igor Scarabel
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Oscar Luigi Scalfaro