Caso Consip: La ''verità su Alfredo Romeo'' (secondo Italo Bocchino)
Caso CONSIP: i protagonisti della vicenda

Dove eravamo rimasti? Avevamo lasciato Italo Bocchino, dopo il "Che fai mi cacci?" di Gianfranco Fini a Silvio Berlusconi. Il politico campano era nella sua forma migliore. L'ex An (Alleanza Nazionale) andava a Porta a Porta senza giacca, con la camicia in bella mostra alla Lou Grant. L'immagine del politico vincente, nuovo, giovane, che fa le cose e che impone nuovi clichè e nuovi orizzonti. Nel giro di un paio d'anni, l'oblio. Dopo le voci non confermate, insomma sì dopo i gossip che lo riguardavano in relazione a Mara Carfagna, per lui è arrivata una verità in senso assoluto: la sconfitta, l'oblio. Dopo le elezioni del Febbraio 2013, la nuova formazione politica sua e di Gianfranco Fini, Futuro e Libertà, si è sciolta e non ne è rimasto più nulla. Il recente balletto delle intercettazioni Consip e le attribuzioni proprio a Italo Bocchino di alcune frasi al telefono invece che ad altri, lo hanno riportato alla luce. E lui difende Alfredo Romeo e difende sè stesso.

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Da Futuro e Libertà (Fli per gli amici) alle consulenze e al public speaking. Ha ragione anche lui, Italo Bocchino, quando dice: "I politici vengono spesso accusati di fare la loro attività per non lavorare e io invece dopo aver fatto politica e il parlamentare per 17 anni, mi sono messo a lavorare".

L'ex alfiere del Centrodestra italiano, poi scisso e sconfitto, ha affrontato l'agone televisivo per difendere Alfredo Romeo, l'imprenditore campano che, secondo la descrizione fatta proprio da Bocchino, è il principale contribuente della intera Campania ed è un uomo che dà lavoro e stipendio a 20.000 famiglie, soprattutto a Napoli. Non demagogia questa di Bocchino, ma un richiamo alla realtà.

In soldoni: prima di definire un corruttore e di mandare in rovina un imprenditore in questo Paese e in quella Regione, pensiamoci bene.

Bocchino, coinvolto nelle intercettazioni dell'inchiesta Consip che ha messo a rumore l'Italia della politica, ha raccontato quello che sta facendo: "Ho conservato le relazioni che avevo coltivato all'epoca della mia attività politica, ho ripreso a fare il giornalista cosa alla quale avevo diritto perchp giornalista sono sempre stato e alterno consulenze aziendali a insegnamenti di public speaking. Parlare in pubblico oggi è importante e cerco di trasmettere la capacità a farlo. Credo di averlo saputo fare spesso in televisione ed è qualcosa che posso spiegare a chi ne è interessato".

Un Italo Bocchino insomma che non ha perso la grinta che aveva quando si trattava di azzannare Silvio Berlusconi a "Porta a Porta".

Quella fase, quel momento di transizione di Gianfranco Fini dal Polo a Fli era stato quello di maggiore grinta e determinazione da parte di Bocchino, oggi alle prese con altri temi e coinvolto in altre situazioni se non altro a livello mediatico.

Perchè Bocchino e perchè la Consip. "Dobbiamo incontrare anche Luca Lotti".

Nelle intercettazioni sul Caso Consip la linea di Italo Bocchino, consigliere dell'imprenditore Alfredo Romeo finito in manette per corruzione, appare chiara: puntava al renziano di ferro e sottosegretario.

Questo all'inizio del mese di Marzo, un mese dopo di fronte alle telecamere La 7 di "Piazza Pulita", il buon Italo parte al contrattacco: "Non ho mai conosciuto Luca Lotti e non ho mai conosciuto Carlo Russo, tantomeno Tiziano Renzi (padre dell'ex premier Matteo Renzi)".

Ecco, il punto, chi è Carlo Russo: un faccendiere toscano noto nel mondo delle costruzioni che voleva assolutamente affiancare Romeo in alcune operazioni economiche importanti. Risulta che Bocchino avesse prima sconsigliato Romeo di entrare in relazioni con Carlo Russo e poi di dargli al massimo 100.000 euro all'anno.

Perchè, insistono i giornalisti nelle loro domande a Bocchino, lei dice di non conoscerlo e poi avverte Romeo di stargli lontano e poi addirittura arriva a indicare la cifra del suo emolumento?

Bocchino prende fiato, punta la telecamera e risponde: "Non ricordo di averlo definito millantatore, anche perchè gli atti e i testi delle intercettazioni sono presenti nelle redazioni di tutti i giornali e di tutte le tv ma non sono ancora a mia disposizione. In ogni caso in tanti anni di politica ho imparato a conoscere le persone, a percepirle da come si presentano, da cosa offrono, da cosa propongono. E sono sicuro che quando tutte le intercettazioni saranno disponibili, questo mio spirito emergerà. In ogni caso visto che Romeo era convinto di dover proseguire con questo rapporto, la cifra indicata è una pura e semplice consulenza".

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FONTI:

Per il contenuto: Libero, Consip: le telefonate di Bocchino a Romeo", 6 Marzo 2017

Per l'immagine: Ansa

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).