Taormina e i grandi del mondo per il G7 low profile
Taormina e i grandi del mondo per il G7 low profile. 

Era stata scelta come località simbolica, Taormina. Non come estremo sud dell'Italia e nemmeno come porta d'ingresso degli immigrati in Italia, ma come attracco in Europa. L'Italia e la Sicilia non sono sud Italia, ma sud Europa. I barconi e i migranti, quando sbarcano in Sicilia, sbarcano in realtà in Italia.  Perchè non ci facciamo  il G7? Perchè non ricordiamo che è anche attraverso la Sicilia, anche se non proprio da Taormina, l'Europa viene raggiunta e infiltrata da tanti disperati e da qualche terrorista? Buoni pensieri, ma i risultati dei lavori non sono altrettanto significativi.

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La prima giornata dei lavori al "San Domenico" di Taormina, proprio il lussuoso albergo in cui Carlo Verdone aveva girato nel 2008 uno degli episodi di "Grande, Grosso e Verdone", ha prodotto generiche enunciazioni di principio.

Visto che non poteva essere che così, sono in molti a chiedersi se non sia più opportuno, visto che a questi livelli e in questi vertici diventa sempre più difficile concretizzare qualcosa, organizzare potenti ed efficienti conference call piuttosto che dare vita a summit dispendiosi e rischiosi.

Solo passerella per le telecamere?

Torniamo all'immigrazione, dalla quale la Sicilia e l'Italia, già ferite da tante altre piaghe in passato, sono costantemente prese d'assalto: il G7 riconosce che "l'approccio al problema deve essere globale" e che la "responsabilità deve essere condivisa".

Gli USA, tra una battutaccia e l'altra di Donald Trump, hanno chiesto "maggior attenzione alla sicurezza".

Sul terrorismo si è registrato un accordo ma, con franchezza, a ridosso di una strage come quella di Manchester, non poteva essere altrimenti.

Il premier italiano,  Paolo Gentiloni, ha subito posto l'accento sul fatto che il G7 si svolge a Taormina, un luogo particolare, "un ponte fra le due sponde del Mediterraneo".

E proprio il Mediterraneo è il mare dell'emergenza immigrazione, degli sbarchi indiscriminati, degli scafisti, dei rovesciamenti in acqua.

Proprio Gentiloni ha fatto un passaggio, doveroso e inevitabile, sui diritti umani dei migranti e dei rifugiati, ma con altrettanta fermezza, ha ricordato che "gli Stati hanno il dovere di controllare i propri confini e di fissare chiari limiti ai livelli di immigrazione".

La bozza finale del G7 conterrà i principi sostanziali di questa posizione italiana, la posizione di un Paese le cui coste vengono costantemente prese d'assalto?

"I rifugiati devono essere aiutati il più vicino possibile ai loro Paesi d'origine, in modo che siano in grado di tornare", ha anche detto Gentiloni: giusto, ma bisogna farlo!

Queste sono le vere questioni, i veri problemi e anche le grandi inadempienze della grande politica, che purtroppo rischiano di passare in secondo piano rispetto ad un G7 che, come sempre in questi casi, rischia di fare notizia più per le battutacce di Donald Trump ("I tedeschi sono cattivi" e "Italia bellissima peccato che sia governata da questi incapaci") che per i problemi seri che hanno portato i Grandi a Taormina.

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FONTI:

Per il contenuto: G7 sul clima è stallo, repubblica.it, 26 Maggio 2017.

Per l'immagine: www.we-news.com 

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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