L'industria dei rifugiati: il nuovo e proficuo business della GermaniaAnche zone esclusive e prospere come Gruenwald, comune tedesco situato nel Circondario di Monaco di Baviera, si sono viste costrette a organizzarsi per dare ospitalità a una parte del centinaio di migliaia di migranti arrivati senza neppure un soldo. Qui molti imprenditori, che fanno parte di quella che la stampa tedesca chiama "l'industria dei rifugiati", hanno avviato un nuovo business: affittare al governo locale lo spazio dove installare i centri di accoglienza: locali gonfiabili delle dimensioni di una piscina olimpionicache ospita migranti provenienti dalla Siria, Afganista, Pakistan e Africa Occidentale.

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Molti imprenditori tedeschi hanno visto nell'arrivo dei rifugiati un'opportunità di mercato e hanno deciso di approfittarne: secondo quanto riporta il quotidiano El Mundo,  prevedono un fatturato annuo di circa 40 milioni di US nel giro di due anni.

Un affare sorto dall'emergenza al quale prendono parte aziende di servizi sociali, di trasporti, di catering, società immobiliari e produttrici di prefabbricati, che, vista l'assenza di infrastrutture pubbliche e capacità logistiche, hanno avviato un nuovo e proficuo business, per dare un tetto e del cibo ai rifugiati.

La stampa tedesca lo defiisce"l'industria dei rifugiati".

I prezzi dei locali per alloggi temporani, però, sono saliti alle stelle: nelle ultime settimane affittare un locale, senza costi addizionali o extra, costava 200 euro al mese, circa il 10% più caro rispetto al periodo precedente la crisi dei migranti.

Secondo il quotidiano Handelsblatt, attualmente ci sono oltre un centinaio di aziende, associazioni e società di autobus che si occupano del trasferimento dei rifugiati ai centri di accoglienza e che vedono l'arrivo dei migranti come un vero e proprio piano di ripresa economica.

Le autorità di Berlino nel mese di novembre hanno sospeso l'assegnazione ai rifugiati del "pagherò" di 50 auro con il quale potevano essi stessi cercarsi un alloggio, in favore di una contrattazione diretta, più controllata e a miglior prezzo con le imprese, alle quali riconosce dai 12 ai 30 euro per ogni rifugiato.

Uno studio condotto dall'Istituto di Ricerca Economica di Colonia (IW) ha rivelato che saranno necessari circa 50.000 milioni di euro per dare alloggio, alimentare e formare i rifugiati a vivere in Germania.

"Ovviamente, tutto ciò che lo Stato spende diventa un guadagno per altri, per le società che costruiscono le case dei rifugiati, le scuole di lingue. Per questo riteniamo che l'aiuto ai rifugiati sia, alla fine, uno stimolo per l'economia tedesca", ha dichiarato Tobias Hentze, coautore dello studio dell'IW.

La Germania è la prima meta di migliaia di persone che provengono dai paesi in guerra o in crisi, come Siria, Irak o Afganistan e sono protagoniste di una lunga ed estenuante fuga: sono sopravvissuti alla pericolosa attraversata del Mediterraneo, superando numerose frontiere e percorrendo a piedi numerosi chilometri; alcuni desiderano arrivare fino in Svezia, ma la maggior parte di loro desidera chiedere asilo in Germania e fermarsi qui.

E, indubbiamente, il loro arrivo viene visto come un'opportunità per il mercato del lavoro tedesco, così carente di manodopera: secondo il presidente della Federazione delle Industrie Tedesche, Ulrich Grillo, attualmente in Germania mancano 140.000 ingegneri, programmatori e tecnici, professionisti del settore dei servizi e della salute.

Del resto la Germania, la maggiore economia dell'Europa e la quarta del pianeta, sta vivendo un serio problema demografico: come molti altri paesi europei, sta lottando contro una bassa tassa di fertilità e una popolazione che invecchia; nel 2040 il 40% della popolazione avrà almeno 60 anni e nel 2050 la metà avrà più di 48 anni.

L'invecchiamento della sua popolazione mette in discussione la futura solidità economica del paese di Angela Merkel; l'impatto economico più immediato di questa sfavorevole evoluzione della demografia tedesca è un'allarmante carestia di lavoratori, la mancanza di manodopera, la riduzione della popolazione attiva.

Una soluzione a questo scenario non certo roseo è rappresentata dai giovani richiedenti asilo, la cui età media si aggira intorno ai 30 anni.

Sempre più aziende si mostrano favorevoli ad aprire le loro porte agli stranieri, che una volta formati e qualificati, potrebbero rappresentare uno strumento stabilizzatore e la salvezza dell'economia tedesca.

Senza i rifugiati, nel 2060 la Germania avrà dieci milioni di abitanti in meno rispetto ad ora, mentre l'arrivo dei giovani migranti, la cui tassa di natalità, inoltre, è molto più alta, potrebbe risolvere il problema.

A ciò si aggiunga il fatto che i migranti provenienti dalla Siria sono in maggioranza qualificati, professionisti di classe media nella cui formazione occorrerebbe investire decisamente poco.

Per questo motivo sembrerebbe proprio che i rifugiati siano l'ultima speranza per il popolo tedesco di mantenere l'attuale sistema di benessere.

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Avatar di roberto58
roberto58 ha risposto alla discussione #1171 3 Anni 7 Mesi fa
Non mi sorprendo dei dati e in effetti é una possibilità di crescita anche per la Germania ma deve essere una integrazione gestita con molta cautela e fermezza
Avatar di z_celeste100
z_celeste100 ha risposto alla discussione #1179 3 Anni 7 Mesi fa
In ogni caso, ultimamente il cancelliere Merkel, ha dovuto fortemente misurarsi con le critiche del popolo tedesco, inerenti proprio la sua politica immigratoria.

Le polemiche da parte dei tedeschi verso il cancelliere, si sono fatte ancora più aspre, in occasione delle molestie sessuali che numerose donne hanno subito da parte di stranieri, sia durante il Capodanno che in occasione del Carnevale di Colonia.

Non a caso, i suoi consensi tra il popolo tedesco, sono calati proprio in questi ultimi mesi!




Celeste100