Kamikatsu, GIAPPONE, paese -SENZA SPAZZATURA!-Kamikatsu è un piccolo paese giapponese di soli 2000 abitanti, situato sull'isola di Shikoku, le cui modalità di raccolta dei rifiuti, è a dir poco impeccabile ed invidiabile. Sembra che i residenti del piccolo paese, debbano suddividere in ben 34 categorie i rifiuti e che debbano provvedere personalmente al loro trasporto fino a dei centri di smistamento, chiamati -Centri per l'azzeramento della spazzatura-. I rifiuti organici, vengono elaborati domesticamente da ogni famiglia, mentre quelli non organici, ogni cittadino deve provvedere al loro trasporto in un -negozio- che si trova sempre a Kamikatsu.

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Kamikatsu, è un piccolo paese ubicato a Sud-Ovest del Giappone sull'isola di Shikoku, che vanta all'incirca 2mila abitanti, le cui modalità di raccolta dei rifiuti, è a dir poco impeccabile ed invidiabile.

Fino a qualche anno fa, il paese era dotato di apposito inceneritore per lo smaltimento dei rifiuti, come del resto quasi tutto il resto del mondo è dotato.

Ma, il genio giapponese, fa chiudere ai residenti di Kamikatsu, il capitolo inceneritore, aprendone un altro e facendo aggiudicare al paese, la nomea in tutto il mondo di -paese senza spazzatura-, visto che se proprio tutti i cittadini del paese, decideranno o verranno obbligati a rispettare le nuove normative, Kamikatsu è ad un passo dall'essere effettivamente, un paese senza spazzatura.

I residenti della cittadina, secondo le nuove normative, sono obbligati a suddividere in ben 34 categorie i rifiuti, e provvedere personalmente al loro trasporto presso -Centri per l'azzeramento della spazzatura-, ossia centri di recupero dei rifiuti, che si occupano anche di evitare che le categorie dei rifiuti vengano confuse tra loro.

Per quanto riguarda i -rifiuti organici-, questi vengono prima elaborati domesticamente da ogni famiglia, al fine di renderli -compost-, utile all'agricoltura, per quanto riguarda quelli -non organici-, ossia rifiuti asciutti, involucri vari, etc., ogni famiglia deve dapprima preoccuparsi della loro pulitura, successivamente trasportare i rifiuti in un -apposito negozio- locale, dove proprio in quello, viene effettuata la suddivisione in categorie.

Successivamente, la partenza per i Centri azzeramento.

Il 60% della cittadinanza di Kamikatsu ha aderito alle nuove iniziative sullo smaltimento dei rifiuti, sentendosi molto coinvolta, come dichiarato dalla stessa.

Resta un 40% da convincere: il sindaco del paese, Kasamatsu Kasuichi, sta tentando di convincere tutti i cittadini, dichiarando che un camion adibito al ritiro casa per casa dei rifiuti, sarebbe inquinante, mentre lo scopo dell'iniziativa è proprio quello di liberarsi dei rifiuti e dell'inquinamento!

Attualmente più dell'80% dei rifiuti della cittadina viene riciclato, riutilizzato o compostato.

Ciò che resta, non viene ovviamente più incenerito, ma buttato in un'apposita discarica.

Nel paese di Kamikatsu, esiste inoltre, una fabbrica, dove le donne che vi lavorano, attraverso il riciclo dei rifiuti, realizzano prodotti, poi vendibili, come ad esempio, realizzano orsacchiotti per bambini, attraverso il riciclo di kimono usati.

Il nuovo piano di trattamento dei rifiuti, è in vigore con successo anche in altre zone del Giappone, patria dell'invenzione!

Altre zone del mondo, stanno cercando di seguire l'esempio giapponese.

 

Il Giappone, come paese da sempre all'avanguardia, ha sostanzialmente centrato dei focali problemi:

-La questione non è come smaltire i rifiuti, ma piuttosto come non produrli-.

-I rifiuti non sono un problema tecnologico, ma una questione di progettazione industriale-.

 

Con il nuovo sistema di smaltimento, i cittadini di Kamikatsu sentendosi responsabilizzati dal fatto di dover suddividere i rifiuti e provvedere al loro smistamento, hanno finito con il produrre meno rifiuti.

Con il sistema di riciclaggio messo in atto, non esiste più la dispersione nell'ambiente del rifiuto sottoforma di cenere ed agenti chimici, prodotti dagli inceneritori!

Inoltre, in seguito a questo sistema, per la strada della cittadina, non esistono cassonetti per i rifiuti, maleodoranti ed anch'essi inquinanti!

Entro l'anno 2020 il paese giapponese di Kamikatsu, conta di diventare il primo paese al mondo a -zero rifiuti-.

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Avatar di Luca91
Luca91 ha risposto alla discussione #1207 3 Anni 4 Mesi fa
Notizia interessante. Forse un po' "utopica" per noi... ma del resto la salvaguardia dell'ambiente si rende assai necessaria ai giorni nostri, come evidenziato di recente anche dall'enciclica Laudadio Si' di Papa Francesco e dalla Conferenza di Parigi. Occorre una maggiore sensibilizzazione e presa di coscenza del singolo. La negligenza di oggi, ricadra' domani sui nostri figli. Qui in Europa possiamo anche prendere come esempio la Germania, in cui la raccolta differenziata è praticata con molto zelo tanto che, per premiare ed incentivare i cittadini, sono state introdotte alcune agevolazioni. Un paese pulito e non inquinato garantisce notevoli vantaggi, tra i quali la salute e il benessere personale. Inoltre, un paese gradevole, sotto tale punto di vista offre una maggiore attrattiva ai turisti i quali, nella selezione delle loro mete di viaggio, prediligeranno un paese pulito e gradevole rispetto ad uno sporco e "puzzolente". Occorrono forse alcune leggi più rigide che regolino la gestione dei rifiuti, e relative sanzioni per i trasghessori. Speriamo che, prima o poi, tale questione sia affrontata seriamente e proficuamente dai governi.
Avatar di Antonietta Zazzara
Antonietta Zazzara ha risposto alla discussione #1384 2 Anni 10 Mesi fa
Concordo pienamente con Luca91, la raccolta differenziata può essere davvero una risorsa per il nostro paese e andrebbe incoraggiata con una maggiore informazione da parte dei giornali, dei mass media attraverso programmi televisivi, tramite pure i social network e con delle iniziative in ogni città-regione.
Purtroppo non se ne parla quasi mai di quanto sia importante riciclare il materiale dei rifiuti, sia per l'economia che per l'ambiente. Nella mia città, nonostante per le strade ci siano appositi cassonetti per dividere la spazzatura in carta, in vetro, plastica e lattine e in organico, ben poche persone lo fanno.