Terrorismo: arresti, blitz e indagini, una Pasqua sotto l'ombra dell'Isis

Blitz e perquisizioni a Bruxelles per gli attentati avvenuti martedì scorso, sei persone arrestate, tre erano davanti alla procura federale. Due jihadisti sono ancora in fuga. Un arresto anche a Parigi, la capitale francese avrebbe evitato un'altra azione terroristica. Odissea negli ospedali per i parenti delle vittime non ancora individuate, tra cui, quelli dell'Italiana Patricia Rizzo. Tuttavia, sono ancora 48 le strutture da verificare prima di perdere la speranza. Intanto è stato reso noto il cosiddetto "decalogo delle buone intenzioni": rafforzare la cooperazione e scambiarsi più informazioni. Tale decalogo è stato redatto durante il vertice dei ministri dell'interno e della difesa di Bruxelles. 

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Continuano le indagini sulle stragi d Bruxelles, durante la notte c'è stata un'imponente operazione anti-terrorismo e sono state individuate e fermate e numerose importanti perquisizioni sono state effettuate dalla polizia belga.

Non si sa ancora molto degli arrestati, tranne il fatto che ci siano ancora due ricercati in fuga, che secondo la polizia potrebbero essere armati e pericolosi.

Intanto sono stati aumentati e rafforzati i controlli alla centrale nucleare di Liegi ed a quella di Anversa: due obiettivi dei terroristi islamici.

A Schaerbeek, noto quartiere di Bruxelles, c'è stato uno dei blitz precitati, luogo in cui sono state anche preparate le bombe di Parigi.

Sono stati strappati i nomi dai campanelli nei palazzi in cui sono state effettuate le perquisizioni da parte degli inquirenti.

Le famiglie in questione vogliono rimanere, in qualche modo anonime.

In tutto sono state sei le persone fermate dalla polizia presso i quartieri di Bruxelles, direttamente collegate agli attentati.

Due erano in un auto, a poca distanza dalla Procura Federale, solo questo è stato reso noto al momento.

Alla lista dei ricercati, si aggiunge anche quello di Naim Al Hamed.

Costui è un siriano di 28 anni, segnalato come individuo altamente pericoloso.

L'antiterrorismo francese avrebbe intanto già sventato un attacco in preparazione a Parigi, arrestando un uomo di nazionalità francese.

Le autorità del Belgio hanno deciso di abbassare l'allerta terrorismo dal livello massimo, il 4, al 3. 

Tuttavia, sono rimaste molto severe e costanti le misure di sicurezza, in particolare attorno alle centrali nucleari di Liegi ed Anversa, verso cui, come già ribadito, i terroristi avevano mostrato un grande interesse.

A complicare le indagini da parte degli inquirenti belgi, anche le dichiarazioni di Salah Abdeslam, la tv belga AFM ha infatti riportato le prime dichiarazioni del terrorista, da quando è apparso dinanzi ai giudici.

La partecipazione agli attentati di Parigi si sarebbe limitata, secondo quanto da lui affermato, al solo noleggio delle auto usate dai terroristi ed alla prenotazione degli alberghi.

Salah avrebbe portato gli attentatori suicidi allo Stade de France, avrebbe deciso di non portare a termine la missione suicida e sarebbe alla fine fuggito. 

Ha accusato poi Abdelhamid Abaaoud di essere il responsabile degli attacchi, lo stratega di tutto.

Salah ha dichiarato di aver visto lo stesso Abdel una sola volta, la notte tra l'11 e il 12 Novembre 2015.

Dichiarazioni queste, smentite dal fatto che insieme sarebbero stati arrestati per rapina nel 2010 e sempre insieme avrebbero scontato la pena in carcere.

Salah Abdeslam, dunque, parla ma non dice.

Intanto è emerso che il suo indirizzo fosse conosciuto dal 7 Dicembre scorso, era stato infatti segnalato a Rue des Quatre-Vents, dove è stato intercettato ed arrestato oltre tre mesi dopo. 

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Avatar di ludwig
ludwig ha risposto alla discussione #1244 3 Anni 5 Mesi fa
Ancora non è accaduto, ma nell'aria l'odore c'è.
Sto parlando delle centrali nucleari di Liegi ed Anversa, due siti nel mirino dei terroristi, ma ora protette con grandi spiegamenti di forze. Ma non è detta l'ultima parola, purtroppo, poiché i terroristi islamici hanno pazienza, e quando la stretta si allenterà allora sarà il momento di agire. D'altronde non è possibile mantener tale livello di guardia in eterno.
Tutti speriamo che ciò non accada, ovviamente, ma le centrali nucleari, pur non essendo mai state attaccate, costituiscono la ciliegina sulla torta per i terroristi, tanto chi si fa esplodere non fa caso a cosa produce, lui vola nl Paradiso promesso dal loro Dio.
Far saltare in aria due centrali nucleari significherebbe provocare una strage immane, danni alle persone, come le contaminazioni, a chilometri su chilometri i distanza: un'ecatombe.
Allora occhio, non facciamoli avvicinare, a qualsiasi costo. A questo serve che tutti i servizi segreti devono collaborare passandosi le informazioni in loro possesso, infiltrandosi, indagando, facendo tutto quanto è loro in potere per individuare le cellule terroristiche impazzite e fermarle con ogni mezzo.