Attentati di Bruxelles: vittime senza nome, un'alta concentrazione di musulmani nella capitale Belga

Sono ancora molte le vittime e i dispersi non ancora identificati degli attentati di Bruxelles avvenuti lo scorso martedì. Ancora incerto il destino di Patricia Rizzo, ma i famigliari non perdono la speranza. In questo venerdì di preghiera, lo staff del TG5  è andato presso la moschea di Bruxelles, dove ci sono circa 300 moschee. Nella capitale belga vivono circa 250000 musulmani. All'indomani della strage, proprio uno di questi edifici di culto è stato attaccato a Madrid. Gli autori dell'attacco sono dei manifestanti di estrema destra, che hanno lanciato bengala e fumogeni contro il tempio, gridando: "Fuori le moschee dall'Europa!".

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In questo venerdì di preghiera è stato chiesto alle moschee di Bruxelles di dedicare la giornata alle vittime del terrorismo.

Lo staff del TG5 è andato presso la più grande moschea della capitale belga, fu fondata negli anni '60, finanziata dall'Arabia Saudita da parte dei massimi esponenti dell'Islam Wahhabita, il ramo più radicale dell'islamismo.

Solo a Bruxelles ci sono 250000 musulmani, una delle comunità più grandi d'Europa, e ben 300 moschee.

Numeri questi che possono ben definirsi non vincolanti, in quanto gli edifici di culto in questione, possono essere tanto sale di preghiera, quanto abitazioni.

L'Imam Galaye ha dichiarato: "E' una giornata cruciale, noi siamo contro ogni fanatismo, contro questi terroristi, che nulla hanno a che fare con la fede. Vogliamo una stretta collaborazione con lo Stato, per trovare e stanare questi elementi".

L'Imam ha poi aggiunto: "Tuttavia, questa operazione non è facile, perchè gli individui in questione non frequentano le moschee, ma si informano e comunicano tra loro, tramite Internet, è lì che avviene il reclutamento".

Ha poi concluso: "Noi dobbiamo sensibilizzare i fedeli all'attenzione".

Una grande sala quella dentro la principale moschea di Bruxelles, dove si prega ed i fedeli stessi sono tenuti a collaborare con lo stato, per il bene e la sicurezza comune.

"Dobbiamo andare a cercali nel loro buco, sono criminali. Il nostro messaggio è molto chiaro: il terrorismo non ha nessuna religione " ha spiegato l'Imam.

Intanto negli ospedali di Bruxelles sta andando avanti il difficile lavoro riguardante l'identificazione delle vittime degli attentati.

"Prudenza", questo si predica da quelle parti al momento dagli addetti ai lavori.

Prudenza, in quanto l'identificazione delle vittime è una cosa molto seria e, finchè non si identificheranno anche tutti i feriti (ce ne sono un paio anche in coma), non si potrà parlare di altri dispersi.

Possiamo dire che c'è un'altra donna di origine italiana che risulta tra i dispersi, una donna nata e vivente in Germania che non è presente nella lista delle persone ritrovate.

Non si nulla di lei da quattro giorni.

Due americani, tre olandesi, un cinese, un marocchino ed una peruviana, queste le nazionalità dei corpi ritrovati stamani e soprattutto, dei corpi restituiti ad una vera e propria identità.

Due fratelli di origine olandese, che rispondono al nome di Alexander e Sasha, poi Bart Wingle, l'ultimo ad essere riconosciuto, era in procinto di partire per gli Stati Uniti per andare a trovare la sua Emily.

Scene strazianti, tragiche, da vero e proprio film horror, quelle che si possono ancora visionare tra le strade della capitale belga.

Michele Grieco (31 anni) medico presso l'ospedale Gent, ha dichiarato: "E' guerra, la guerra è morte ... Sono le stesse immagini che vedranno i miei colleghi in ambienti di guerra ben più pericolosi di quelli che abbiamo trovato quì". 

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Avatar di ludwig
ludwig ha risposto alla discussione #1242 3 Anni 5 Mesi fa
300 Moschee circa 250.000 musulmani a Bruxelles.
Mi fanno ridere quando in televisione riprendono una Moschea tranquilla, e fanno qualche domanda all'Imam, il quale, naturalmente, è contro la violenza, il terrorismo.
Ma le Moschee sono un ricettacolo di terroristi e aspiranti tali - non in tutte ovviamente -, ma per me sono luoghi "franchi" dove vengono reclutati i futuri terroristi.
Non si tratta di essere razzisti, anche perché qualcuno ci "marcia" accusando qualcuno di razzismo. Semmai siamo obiettivi quando pensiamo e diciamo che la soluzione al problema terrorismo deve essere radicale: l'Italia deve rispedire a casa tutti gli extracomunitari di religione musulmana. E tutti significa tutti. Anche i buoni, perché in mezzo ai buoni ci sono le mele marce. Dispiace un provvedimento del genere, ma ormai, specialmente nelle grandi città, viaggiare in autobus o in metropolitana insieme a musulmani mette ansia, paura, timore che da un momento all'altro avvenga un'esplosione. E questo è ciò che vogliono i Jihadisti. Schengen deve andare farsi friggere al mercato, al girarrosto dove cuociono i polli. Le frontiere vanno chiuse e possono entrare solo certe persone.
è un provvedimento deplorevole, ma l'unico che ci possa garantire un po' di tranquillità. E Dio sa se abbiamo bisogno di serenità nel nostro Paese.