INTERNET: in futuro collegherà anche le nostre acque!Indubbiamente interessante il progetto Sunrise, inserito tra i progetti internazionali dell'UE e che trova impegnata in prima linea, l'Università La Sapienza di Roma. Il progetto, ha un obiettivo molto interessante ed ambizioso: portare Internet sott'acqua, ossia utilizzare la rete, nei fondali dei mari, dei laghi, dei fiumi del nostro pianeta, per trasformarli in autostrade subacquee. Ciò, verrà effettuato al fine di poter monitorare la nostra situazione ambientale, anche sott'acqua.

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Il progetto internazionale denominato Sunrise, rientrante tra i maggiori progetti dell'Unione Europea, è un progetto indubbiamente interessante ed ambizioso e di notevole rilevanza evolutiva, in campo scientifico, informatico, e di tutela del nostro patrimonio ambientale.

-Ma in cosa consiste tale progetto?

La progettualità di sviluppo del piano Sunrise, si propone come obiettivo, di riuscire a portare Internet sott'acqua.

Sostanzialmente, i fondali dei mari, dei fiumi, dei laghi, del nostro pianeta Terra, diventeranno una sorta di rete autostradale informatica e tecnologica, che permetterà il continuo monitoraggio, della nostra situazione ambientale, anche sotto le nostre acque.

-Ma quale metodo e quali mezzi, consentiranno ciò?

Nel progetto, verranno stabiliti punti strategici, ove collocare nei nostri fondali, robot, droni, sensori, veicoli tecnologici appositamente studiati, i quali saranno in grado di sostituire l'uomo in compiti troppo ardui per la natura umana:

-Monitoraggio ambientale: controllo della situazione dei vulcani sottomarini, controllo delle faglie nella nostra crosta terrestre, individuazione di siti atti all'acquacoltura.

Ossia, all'individuazione di siti che possano favorire la produzione di organismi acquatici, come pesci, molluschi, crostacei, alghe-.

-Sminamento-

-Salvaguardia di siti archeologici sui fondali: una mancanza di corretta tutela, ha esposto per anni ed anni, il nostro patrimonio subacqueo, a:

.inquinamento marino,

.al saccheggio di organizzazioni malavitose commercianti illecitamente in reperti archeologici, ed opere d'arte, le cosiddette -archeomafie-,

.al turismo subacqueo irresponsabile, saccheggiatore o semplicemente sfregiatore di reperti ed opere d'arte-

-Ricerca di giacimenti di idrocarburi-

-.

 -Localizzazione di carichi o persone dispersi nelle acque-

Nel progetto Sunrise, trmine che in italiano, significa alba o aurora, l'Università La Sapienza di Roma, si trova impegnata in prima linea.

Durante gli ultimi mesi del 2015 ed ancora ora, l'università, si vede particolarmente coinvolta e attiva nella progettualità del settore informatico del progetto.

Ossia di un piano informatico, che si tradurrà nella costituzione di un software, in grado di mettere in collegamento tra loro, tutti i dispositivi collocati sott'acqua.

I vari dispositivi, raccogliendo i dati necessari, dovranno essere in frado di far fronte ad eventuali emergenze ed inviare tutti i dati relativi alle situazioni rilevate, alle varie control room, ossia alle sale di controllo, dei vari paesi collegati.

Il progetto prevede, che nei nostri fondali, verranno utilizzate anche le applicazioni di cybersecuriti, importanti per la sicurezza dei dati raccolti dai vari dispositivi e per la trasmissione di essi alle sale di controllo.

Il piano di sviluppo di Sunrise, è nato nel 2014, ed i ricercatori e gli scienziati che si stanno occupando di esso, hanno già sperimentato in piccole aree, quanto nel futuro, sarà ampiamente diffuso, sotto le nostre acque.

Nell'estate del 2014, a Porto, ricercatori e scienziati, collocarono i suddetti dispositivi, che comunicando tra loro, ritrovarono un container disperso nel porto di Porto, in Portogallo.

Il coordinatore del progetto Sunrise, è la dottoressa Chiara Petrioli.

Il divulgatore e moderatore scientifico del progetto, è Marco Merola.

La dottoressa Chiara Petrioli, ricopre il ruolo di direttore del Sensor Network and Embedded Systems Laboratory e di coordinatrice del Cyber Phisycal System, all'Università La Sapienza,  oltre che ricoprire il ruolo di docente ordinario di informatica, nella stessa università.

Marco Merola, è un giornalista specializzato in giornalismo scientifico ed archeologico.

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