TERRORISMO: LA PAURA CHE FA NOTIZIAIl terrorismo è la guerra del nostro secolo e in questi anni si sta pericolosamente intensificando. Cominciando da Charlie Hebdo passando per Bruxelles e il Bataclan a Parigi fino ad arrivare a Nizza.

L'Europa trema e tutto il mondo si nasconde dietro all'orrore di chi, per far sentire la voce della propria guerra, distrugge la vita di tutti.

Non sarà l'inizio di una nuova vera guerra mondiale? O forse è già questa quella che sui libri di storia verrà descritta come la strage del nostro secolo, non più combattuta in trincea ma tra le strade di tutto il mondo.

La potenza del terrorismo, da secoli, è proprio quella di distruggere la vita di tutti e spezzarla nella loro quotidianità.

 

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Sono passati quindici anni da quando l'attentato del secolo, il crollo delle Torri Gemelle a New York, ha scosso per sempre il nostro mondo.

In questi anni l'equilibrio di pace del nostro occidente democratico è stato troppo spesso interrotto dall'odio e dalla distruzione degli attentati islamici.

A dominare, nella lotta del terrore, è la maggior parte delle volte l'ignoranza e il nemico, quello pronto a farsi esplodere per le proprie convinzioni, diventa il vicino di casa, l'uomo con la barba lunga sulla metro affollata, lo zainetto abbandonato all'aeroporto. 

Proprio in questo sentimento nuovo, in questa paura ingiustificata, che il terrorismo ha già vinto la sua battaglia. 

Le persone cominciano a confondere L'Islam con L'ISIS, la religione musulmana con l'integralismo, la lotta al terrorismo con una crociata religiosa. 

Quest'odio distruggerà il cuore del mondo cosmopolita o forse purtroppo l'ha già ucciso.

Insieme alle lacrime e al lutto per i tantissimi uccisi si intersecano le vite di chi ha conosciuto le vittime, di chi ha visitato i luoghi colpiti, degli abitanti, dei sopravvissuti, o semplicemente di chi è rimasto coinvolto in maniera indiretta.

Quella del sedicente Stato Islamico non è una guerra di religione ma è una guerra di ideologia: combattono i musulmani diversi da loro, gli sciiti, combattono gli occidentali perché diversi, gli omosessuali, le donne emancipate, i cristiani, gli atei.

In questo mix di culture e religioni che è il nostro secolo si mescolano quindi le idee di chi non vuole avere a che fare con gli altri, con chi è lontano nel corpo, chiuso nella cultura arretrata di una parte del mondo sottosviluppata, e con chi è lontano nello spirito, atrocemente legato a un modo di pensare che non vuole cambiare.

Siamo cresciuti così, noi della generazione di internet, delle notizie in un secondo, della guerra della paura. Siamo cresciuti così e così verremo ricordati tra cinquanta e tra cento anni. 

Siamo cresciuti così, con le news martellanti che giocano sui sentimenti della gente, che aprono ancora di più al terrore, che chiudono ancora di più alla conoscenza. 

Nizza è la fotografia di una bambina uccisa, coperta da un telo, con una bambola in mano.

Parigi è una piazza piena di visi rigati dalle lacrime.

Bruxelles è un aeroporto nel panico, con le pareti e i pavimenti sporchi di sangue.

Orlando è la lotta per i diritti degli omosessuali.

Ogni attentato ha avuto un suo emblema, una fotografia da condividere sui social network, un simbolo che ha spaventato e scosso ogni cittadino.

Ma chi conosce la differenza tra sciiti e sunniti? Chi sa qualcosa su come si è veramente formato quel ramo di Al-Qaeda in Iraq che oggi noi chiamiamo ISIS?

L'ignoranza guida i kamikaze a buttarsi tra la folla e a spezzare le nostre vite esattamente come guida ogni occidentale a giudicare senza conoscere.

La radice del terrorismo sta proprio nel sentimento che provoca nelle persone e i media di certo non agevolano la conoscenza e l'interesse verso un mondo completamente diverso dal nostro. Raccontando la storia di ogni vittima, certo per dare valore alle vittime, si finisce solo per incrementare il vittimismo di chi è pronto a dire "potevo essere io".

Noi, nessuno di noi, è morto per il terrorismo.

Noi, nessuno di noi, ha mai incontrato un kamikaze sulla sua metro, nemmeno quel tizio così sospetto che ci ha fatto rabbrividire.

Noi, nessuno di noi, è abbastanza informato ma soprattutto nessuno di noi deve provare quella paura che un giorno o l'altro, magari senza neanche farci caso, lo porterà a chiudersi in casa.

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Avatar di Giusi
Giusi ha risposto alla discussione #1373 2 Anni 10 Mesi fa
In questo clima di diffidenza e paura a causa del terrorismo, bisognerebbe ripartire dai piccoli gesti d'amore quotidiani.
Infatti l'obiettivo del terrorismo è incutere terrore, paura anche tra la gente semplice che si impegna ogni giorno per rendere migliore il mondo, facendolo con molto impegno e dedizione.
E' una lotta continua tra le forze del bene e del male che proviene da una brutale forma di prevaricazione che non si accontenta solo di comandare ma vuole distruggere tutto ciò che è vita. I media ovviamente sono un canale di trasmissione che facilmente agisce sull'emotività della gente che a sua volta non è pienamente informata dei fatti e si adegua all' evidenza. La cattiva informazione o la manipolazione di essa potrebbe essere considerata una conseguenza del terrorismo. In questo mondo inquieto e confuso non ci resta altro che cambiare atteggiamento e aspirare ad una pace universale senza giudicare ma ricercando sempre il dialogo.
Avatar di Antonietta Zazzara
Antonietta Zazzara ha risposto alla discussione #1377 2 Anni 10 Mesi fa
Ha ragione Giusi quando parla di "ripartire da piccoli gesti quotidiani", che sicuramente possono contribuire a rendere migliore la società in cui viviamo, ma siamo di fronte ad una realtà di terrorismo ben organizzato, con un vero e proprio esercito di radicalizzati, pronti ad attaccare ovunque e in qualsiasi momento.
Per questo è necessaria una coalizione di tutte le nazioni per mobilitare l'Intelligence di ogni paese e indagare a fondo su chi finanzia il terrorismo, così da eliminare il problema alla base.
Gli Stati Uniti e la Libia hanno scelto la strada della guerra al fine di abbattere le basi dell'Isis in terra libica, ma a mio avviso occorre fare molto di più che lanciare bombe, bisogna scoprire chi sono i veri autori del terrore, per distruggere le fondamenta dello Stato Islamico e credo che l'italia e le altre nazioni abbiano mezzi a sufficienza per farlo.
Avatar di Antonietta Zazzara
Antonietta Zazzara ha risposto alla discussione #1382 2 Anni 10 Mesi fa
La guardia costiera ha pensato ad un buon provvedimento anti-terrorismo, ovvero all'aumento dei controlli nei porti italiani, dove ogni giorno fanno scalo navi da crociera e traghetti, sia i veicoli che i passeggeri saranno esaminati con più attenzione, l'unico inconveniente è che saranno più lunghe le attese prima degli imbarchi e che si creeranno più file, ma per la sicurezza dei cittadini questo e altro.
Le misure di prevenzione del terrorismo sono già state applicate nel porto di Genova.
Anche Franco Gabrielli, il capo della Polizia, ha dichiarato che si aumenteranno i corpi speciali della polizia presenti nelle città per incrementare i controlli e che si provvederà ad una formazione specifica degli agenti, le pattuglie speciali sono già operative in 20 città e saranno estese a più territori.
Speriamo che tali provvedimenti siano sufficienti a respingere con efficacia un'eventuale minaccia, anche se per adesso non vi sono allarmi che fanno presagire un attacco diretto all'Italia,