BOMBARDAMENTI SU SIRTE: LA LIBIA COLPISCE L''ISIS CON L'AIUTO DEGLI USA.Il presidente della Libia Fayez al-Sarraj è deciso ad abbattere la roccaforte del califfato presente nella città di Sirte e ha chiesto sostegno al governo degli Stati Uniti, che ha già inviato dei caccia e altri mezzi militari speciali per portare avanti l'offensiva anti-Isis. I bombardamenti sono iniziati da qualche giorno e le perdite tra le fila jihadiste sono già notevoli. Non è stato posto un termine per le operazioni, la Libia ha deciso di andare avanti fino alla caduta dell'ultimo baluardo nemico e le autorità libiche invitano l'italia a prendere parte alla missione.

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Nella serata del 31 agosto al presidente Barack Obama è giunta la richiesta di sostegno militare da parte di Fayez al-Sarraj, allo scopo di attaccare la base Isis presente nella città di Sirte, sconfiggere in modo definitivo il Daesh e ristabilire l'ordine e la pace non solo in Libia, ma in tutto il mondo arabo.

Dopo lunghe consultazioni con il segretario della difesa Ash Carter e con il capo di Stato Maggiore delle forze armate Joseph Dunfort, Obama ha accolto la richiesta di Sarraj e già sono stati inviati dei caccia americani in terra libica, per effettuare degli interventi finalizzati a colpire solamente il nemico, senza provocare vittime tra i civili.

Sia Sarraj, in un discorso tenuto su di un tv locale, sia il portavoce del Pentagono, Peter Cook, hanno spiegato che si tratta di operazioni di altissima precisione, con raid "chirurgici", mirati a distruggere esclusivamente le sedi del califfato.

Nel golfo sono presenti circa 500 militanti jihadisti, molti dei quali provengono dal Sudan e dalla Tunisia e la missione libico-americana, denominata "Odissey Lighting", è condotta con una perfetta coordinazione tra mezzi di terra e veicoli aerei, fra cui dei potentissimi apache.

Il presidente della Libia ha specificato che ad essere colpiti sono solo alcuni quartieri, dove sono presenti gli insediamenti del Daesh e che non saranno assolutamente bombardate altre zone della città.

I raid hanno abbattuto vari carri armati e veicoli dell'Isis, si registra già un ingente numero di morti tra i militanti dello Stato Islamico, ma il fuoco non cesserà fino alla completa distruzione della roccaforte nemica.

Le forze alleate sono più che mai convinte della perfetta riuscita dell'operazione e prevedono di portare a termine la missione con successo entro pochi giorni, sicure dell'indubbia potenza dei mezzi di cui dispongono e dell'altissima preparazione dei militari in campo.

La feroce lotta contro la presenza dei jihadisti in Libia, ha già avuto inizio lo scorso maggio, quando le truppe guidate dal generale Khalifa Haftar hanno condotto una massiccia offensiva contro il Daesh, senza l'autorizzazione del governo. La guerriglia ha causato enormi perdite di soldati libici, oltre a quelle dei militanti del Califfo.

Il generale Mohamed al Ghasri, portavoce delle forze militari anti-Isis, ha precisato che nello scontro vi sono stati 350 morti e circa 2000 feriti e ritiene necessario il sostegno di alleati che pongano a disposizione le loro migliori risorse, per una causa che non riguarda solo la Libia e il mondo arabo, ma l'intero Occidente. 

Al Grasri afferma che senza una solida coalizione di tutti i paesi esposti alla minaccia terroristica, può essere molto difficile estirpare le radici di un potente nemico quale è l'Isis, si dice grato agli Usa per non aver esitato un attimo a schierarsi accanto alla Libia e dichiara che chiunque sia contrario all'operazione contro gli uomini di Abu Bahr Al Baghdadi, può essere considerato un alleato dell'Isis.

Il generale, inoltre, sollecita a prendere parte all'offensiva anti-califfato anche l'Italia, che per adesso non sembra intenzionata ad un coinvolgimento diretto.

A tal proposito è stata da poco diffusa una nota della Farnesina, in cui si proclama che il governo italiano giudica positivamente l'iniziativa Usa in terra libica e in cui si ribadisce pieno sostegno a Fayez al-Sarraj, come è già stato ampiamente dimostrato attraverso le missioni umanitarie compiute da varie organizzazioni italiane, che hanno prestato soccorso ai militari feriti, presso le strutture sanitarie locali.

L'Italia promette di fornire alla Libia gli aiuti necessari allo svolgimento delle operazioni militari e si vocifera che i prossimi raid possano partire dalle basi italiane di Aviano e Sigonella. 

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