Anche il Papa segue con commozione la sindrome di Charlie Gard
Anche il Papa segue con commozione la sindrome di Charlie Gard. 

Quando non si può più aiutare, quando non si può più guarire, bisogna staccare la spina o accogliere? Fino all'ultimo giorno di vita? Può un giudice sostituirsi alla coscienza? Perchè il mondo si sta mobilitando? Cosa avverte, cosa prova? Il problema non è più e non è solo la Sindrome dell’encefalomiopatia mitocondriale ad esordio infantile di cui soffre il piccolo povero Charlie Gard. Il tema è scegliere in che modo essere umani, il confine sul quale devono attestarsi la scienza e la giurisprudenza. Hanno fatto il loro? Bene, poi c'è il resto.  C'è l'uomo solo di fronte a qualcosa di più grande di lui.

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Comunque vada e comunque sia, grazie Charlie.

Non ci stai facendo parlare di terrorismo e di scandali, ma sullo sfondo di un grande dolore, ci tieni attaccati a concetti grandi grandi come l'amore e la vita.

E adesso che succede al piccolo Charlie Gard? Come sappiamo, i genitori si oppongono alla decisione dei giudici britannici e in questo nodo si è inserita l'offerta di aiuto dell'ospedale Bambin Gesù di Roma che, come vediamo nella foto, sa intrattenere e alleviare i piccoli anche con giochi e intrattenimenti.

Se il mondo sente la necessità di mobilitarsi, è perchè i medici britannici hanno deciso di sospendere le cure contro il parere dei genitori. 

Il presidente dell’ospedale romano, Mariella Enoc, ha dato la disponibilità ad accogliere il bambino e la sua famiglia, ha fatto presente di non avere cure speciali e nemmeno grosse speranze di guarigione, ma può essere accolto con dolcezza e trasparenza per poi lasciare la scelta alla famiglia.

E' stato poi il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, a ricordare che l’Italia accoglie malati da tutto il mondo.

Ricordiamo anche che in provincia di Lucca c'è un bambino di 9 anni che ha una sindrome simile a quella di Charlie e le due famiglie sono in contatto.

I grandi della Terra, in questo momento, sono tutti al capezzale del piccolo Charlie, come conferma il tweet del presidente USA, Donald Trump: "Se possiamo aiutare, saremo felici di farlo".

Un portavoce della Casa Bianca ha aggiunto "Il Presidente non ha parlato direttamente con i familiari del bimbo perché non vuole esercitare pressione in alcun modo ma membri dell'amministrazione hanno contatti facilitati dal governo britannico".

La stessa Theresa May ha dichiarato che tutti i suoi pensieri sono per il bimbo e per la famiglia.

Ma adesso c'è anche un vero e proprio appello di Papa Francesco, che nei giorni scorsi aveva seguito la vicenda molto diversa di George Pell, alle autorità inglesi per mantenerlo in vita.

C'è infatti una dichiarazione eloquente riportata dal portavoce del Vaticano, Greg Burke, secondo cui il Papa "segue con affetto e commozione la vicenda del piccolo Charlie ed esprime la propria vicinanza ai suoi genitori. Per essi prega, auspicando che non si trascuri il loro desiderio di accompagnare e curare sino alla fine il proprio bimbo".

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FONTI:

Per il contenuto: Piccolo Charlie, il Papa, non trascurate il desiderio dei genitori, repubblica.it, 3 Luglio 2017.

Per l'immagine: www.we-news.com 

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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