Charlie Gard: che il suo sacrificio possa smuovere le coscienze
Charlie Gard: che il suo sacrificio possa smuovere le coscienze

Charlie Gard è morto. Il piccolo britannico affetto da una sindrome rara, ha smesso di vivere ieri pomeriggio. Dopo mesi di battaglia anche i genitori si sono arresi. ma restano parecchi punti interrogativi su una lotta che hanno dovuto affrontare contro tutto e tutti. .

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È morto Charlie Gard.

"Il nostro splendido bambino se n’è andato": con questo annuncio dato dai genitori del bambino britannico malato terminale di sindrome da deperimento mitocondriale, una rarissima malattia genetica degenerativa che provoca il mancato sviluppo di tutti i muscoli.

Il suo caso ha fatto il giro del Mondo dopo le sentenze dei giudici britannici ed europei che avevano dato ragione ai medici del Great Ormond Hospital di Londra, intenzionati a non proseguire le cure, ha sollevato un dibattito planetario.

I genitori alla fine non sono riusciti a vincere la loro battaglia, i due giovani genitori del Piccolo volevano per il figlio delle cure alternative e per questo hanno attaccato duramente i medi e denunciati alcuni di loro.

Il suo caso, la sua storia, è stata al centro di una disputa fra i genitori e l'ospedale in cui era ricoverato, come già detto i genitori avrebbero voluto sottoporlo a una cura sperimentale negli Stati Uniti, hanno lottato, chiesto, scritto, qualsiasi cosa, in ogni modo, fino a desistere all'inizio della settimana.  

Ci sono situazioni gli Enti assumono decisioni che superano il volere delle persone, è un po come la storia dei vaccini obbligatori, un decreto che impone una pratica che molti genitori invece non vorrebbero fare.

Come riportato anche in  un nostro precedente articolo: Il piccolo Charlie e la vita umanaIl presidente dell’ospedale romano, Mariella Enoc, aveva dato la disponibilità ad accogliere il bambino e la sua famiglia, facendo presente di non avere cure speciali e nemmeno grosse speranze di guarigione, ma poteva  essere accolto con dolcezza e trasparenza per poi lasciare la scelta alla famiglia.

Del piccolo Charlie Gard si era occupato è anche Papa Francesco, che aveva seguito la vicenda molto diversa di George Pell, alle autorità inglesi per mantenerlo in vita.

Si diceva che  Papa "segue con affetto e commozione la vicenda del piccolo Charlie ed esprime la propria vicinanza ai suoi genitori.

Per essi prega, auspicando che non si trascuri il loro desiderio di accompagnare e curare sino alla fine il proprio bimbo". 

Sono 16 in totale i bambini affetti dalla stessa malattia di Chiarle. 

L'ultimo desiderio dei genitori era quello di riportare Charlie a casa per morire, ma gli è è stato negato ieri dall'Alta Corte.

Il Great Ormond Street Hospital chiedeva di continuare ad assisterlo negli ultimi giorni con i macchinari appropriati nelle sue strutture, il giudice della Corte, Nicholas Francis, ha prima aspettato che si trovasse un accordo, infine ha stabilito che Charlie sarebbe stato trasferito in un hospice, un centro di assistenza per malati terminali.

Poco dopo il suo arrivo, i tubi della ventilazione artificiale, sono stati staccati.

I genitori di Charlie Gard avevano, grazie al supporto di diversi donatori, avevano raccolto 1,3 milioni di sterline per portare il bimbo in un Ospedale americano dover avevano sperimentato una cura alternativa per la sindrome di Charlie.

A marzo scorso, però, quando il bimbo ha ormai 7 mesi ed è già in corso l'iter della richiesta di trasferimento dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti, Charlie è stato colpito dall'encefalopatia.

I medici inglesi e quelli americani concordano nell'impossibilità di portare avanti il viaggio della speranza.

Non ci'erano sono più le condizioni scientifiche per curare il bambino. Si rendono però disponibili a tentare la cura in via sperimentale senza però assicurare alcun successo.

Charlie è  una settimana prima del suo compleanno, avrebbe compiuto un anno il prossimo 4 agosto.


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FONTI:

Per il contenuto: è morto Charlie Gard, La repubblica.it .

Per l'immagine: Wikipedia  

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Articolo scritto da:

Carmelo Riccotti La Rocca, il Capo Redattore (leggi la sua biografia).

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