Russia clandestina ai prossimi Giochi olimpici invernali
Russia clandestina ai prossimi Giochi olimpici invernali. 

Una volta toccava alla DDR, la vecchia Germania dell'est al di là del muro, la Germania orientale, quella comunista. Quella organizzazione statale concepiva il doping come l'affermazione della costruzione di un atleta di Stato che, attraverso i successi sportivi, rendeva un servizio alla nazione comunista. Lo si vedeva soprattutto nel nuoto, con le ondine trasformate in siluri, a cominciare da Barbara Krause. Oggi sotto il torchio del Comitato Olimpico Internazionale è finita la Russia: niente Olimpiadi invernali per la nazione di Putin. Come potrà poi la Russia rifarsi una verginità sportiva per ospitare i Mondiali di calcio?

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Thomas Bach, numero uno dello sport mondiale, ex schermidore e dirigente sportivo tedesco, lo ha annunciato scandendo bene le parole: "Abbiamo deciso di sospendere con effetto immediato il comitato olimpico russo".

Di cosa si tratta in concreto? La Russia non parteciperà ai Giochi olimpici invernali di Pyeongchang (Corea del Sud) nel prossimo mese di febbraio del 2018, un appuntamento attesissimo per lo sport mondiale.

Un anno e mezzo fa, in occasione dei Giochi di Rio, il Cio non aveva voluto lasciare a casa i russi, preferendo rispedire la questione alle singole federazioni.

Adesso però sono intervenute le conclusioni della commissione d’inchiesta coordinata dall’ex presidente della Confederazione svizzera Samuel Schmid.

E cioè: "Sistematiche manipolazioni delle regole antidoping in Russia. Non possiamo punire gli atleti puliti, pertanto inviteremo da indipendenti i russi che rispetteranno determinati requisiti". 

Un po' come gli atleti italiani alle Olimpiadi estive di Mosca del 1980: russi quasi da clandestini, senza bandiera nazionale, senza inno nazionale, ci siete ma è come se non foste qui.

La decisione ufficializzata dal comitato Esecutivo del Cio (Comitato olimpico internazionale) a Losanna ricalca quella presa dalla Federazione internazionale dell'atletica mondiale in occasione dei Giochi brasiliani di Rio e dei Mondiali di atletica a leggera a Londra.

Ci sarà una partecipazione da neutrali degli atleti puliti russi, riuniti sotto l'egida "Olympic atletes of Russia", Atleti olimpici della Russia, con sigla Oar.

E' così che si presenteranno in Corea del Sud gli specialisti della neve e del ghiaccio di Mosca e di tutta la nazione, o quanto meno quelli che saranno invitati direttamente e insindacabilmente dal Cio.

L’elenco degli ammessi sarà deciso da un gruppo di esperti, in base ad alcuni principi: l’atleta dovrà  essersi qualificato nella propria disciplina, non deve aver subito precedenti squalifiche per violazioni delle regole antidoping, deve superare i test effettuati prima dei Giochi e sottoporsi ad altri test richiesti in loco.

Gli atleti in questione parteciperanno sia alle gare individuali che a quelle di squadra, indossando la divisa con la scritta Oar e sfilando sotto la bandiera a cinque cerchi.

I loro podi saranno conteggiati nel medagliere e in caso di vittoria sarà intonato l’inno olimpico durante la cerimonia di premiazione. 

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FONTI:

Per il contenuto: La sentenza. «Fu doping di Stato»: il Cio caccia la Russia dalle prossime Olimpiadi, avvenire,it, 6 Dicembre 2017.

Per l'immagine: www.we-news.com 

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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