Tutte le forze politiche concordano che c'è bisogno di un giro di vite per bloccare l'emergenza abusiA quanto è dato sapere, dalla Procura e dalla Questura di Roma starebbero per partire tre provvedimenti di fermo per lo stupro di gruppo della ragazza italiana 20enne, di origine croata, avvenuto la notte scorsa nei locali dell'ex ambasciata somala a Roma, in Via dei Villini.

Dopo la formalizzazione della denuncia da parte della ragazza, la Polizia ha provveduto a sgomberare i detti locali ed a portare i 70 somali che vivevano nell'edificio presso i locali dell'Ufficio Stranieri della Questura romana, situati in Via Teofilo Patini, per essere identificati e per verificare se qualcuno di essi corrispondesse alle descrizioni fornite dalla vittima.

 

Tre di questi somali sono stati, successivamente, trasferiti presso gli Uffici della Squadra Mobile e la loro situazione sembrerebbe tale da richiedere l'emissione di misure di fermo cautelare.

Sulla vicenda è intervenuto anche il Sindaco di Roma , Gianni Alemanno, il quale al termine dell'incontro, avvenuto a Palazzo Valentini, con il Prefetto Giuseppe Pecoraro, il Questore Francesco Tagliente ed il Comandante Provinciale dei Carabinieri Col. Maurizio Detalmo Mezzavilla, ha dichiarato fermamente: “L'ambasciatore somalo deve riprendere in mano l'edificio di via dei Villini; se non è in grado di farlo, questo edificio va chiuso, va murato! Questi 70 somali hanno la qualifica di rifugiati ma neanche l'ambasciatore ha un buon giudizio di loro, facevano dei traffici illegali; L'edificio era stato già sgomberato il 12 novembre, ma è stato rioccupato''.

''Questo caso - ha precisato - è diverso dalle altre violenze, perché è avvenuto in un luogo chiuso e non in strada”.

Nella ricostruzione della vicenda, Gianni Alemanno dichiara che la ragazza, sembra, che sia arrivata di propria volontà negli edifici dell'ex ambasciata somala, dove poi è accaduto l'irreparabile.

Continua il Sindaco di Roma: “Via dei Villini non può più essere un luogo di criminalità e spero che nessuno si metta ancora una volta a difendere questa occupazione”.

Anna Finocchiaro, presidente del gruppo PD al Senato afferma: “c'è ormai una questione sicurezza per le donne nella Capitale.

Credo che questo sia il fallimento più cocente, ai danni purtroppo delle donne, tra i molti del sindaco Alemanno”.

Aggiunge Ileana Argentin, deputata PD: “ La cosa più sconvolgente è che erano arrivate numerose segnalazioni al sindaco Alemanno, anche da parte dell'alto commissariato per i rifugiati, sulla situazione di completo degrado e abbandono dell'ex ambasciata”.

Sulla vicenda si innesta anche la polemica di Stefano Tersigni, segretario romano e dirigente nazionale della Fiamma Tricolore-Destra Sociale che annuncia una raccolta firme perché vengano schedati tutti gli stranieri che occupano abusivamente edifici pubblici e chiede la castrazione chimica come pena per gli stupratori.

Per la presidente dell'Associazione Donne Somale in Italia, Zeinab Ahmed Barahow, lo stupro avvenuto la notte scorsa è una tragedia annunciata.

 

Gli edifici dell'ex ambasciata somala è come la Somalia, continua, un luogo dove ognuno entra ed esce come vuole, nella più totale anarchia, nonostante da mesi, la stessa associazione, chiedesse al governo ed alle amministrazioni locali di sgomberare la palazzina.

Written by Maurizio Romani modificated by Manager_Igor Scarabel

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