Antonio e Maria: aggiornamento del duplice caso al 23/06E' svolta sul caso della morte del piccolo Antonio Giglio di Caivano. Sarebbe stata la madre Marianna Fabozzi ad ucciderlo, gettandolo giù dalla finestra. Lunga giornata di interrogatori per i genitori della piccola Maria, la bambina romena violentata e fatta annegare in una piscina nel Beneventano. L'unico indagato per l'omicidio è un ragazzo di 21 anni di nome Daniel, un amico di famiglia. Il giovane continua a dichiarare la sua innocenza ed estraneità ai fatti. I risultati sull'autopsia hanno intanto dato una verità sconvolgente riguardo l'assassinio della ragazzina, i cui abusi si sarebbero protratti nel tempo. La bambina aspettava la festa di S. Anselmo, presso San Salvatore Telesino, il paesino in cui abitava. 

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Sono usciti alle 2:00 di stanotte i genitori della piccola Maria (9 anni) la bambina violentata ed in seguita fatta annegare in una piscina di un resort a San Salvatore Telesino nel Beneventano.

L'episodio è avvenuto la scorsa domenica di sera.

L'autopsia ha svelato una terribile verità: la bambina è stata abusata e gli abusi si sarebbero protratti nel tempo. 

Su questo sono stati ascoltati per oltre 13 ore i genitori di Maria. 

E' stato ascoltato anche l'unico indagato per l'omicidio, Daniel (21 anni) amico di famiglia.

Daniel, anche lui romeno, conosceva molto bene la piccola e sarebbe stato l'ultimo ad aver visto Maria viva, cosa peraltro confessata da lui stesso. 

La Procura continua a chiedere al 21enne cosa avrebbe fatto in auto assieme alla piccola: i due si sarebbero allontanati per fare un giro insieme. 

Il Procuratore Conzo ha dichiarato dinanzi alle telecamere del TG5:"Le indagini rimangono aperte su ogni fronte".

Anche il pediatra della bambina è stato audito per accertare il fatto delle violenze.

Abusi ed omicidi di bambini, un orrore terribilmente attuale. 

Ci riferiamo non solo al caso di Maria, ma anche a quello di Antonio Giglio (3 anni al momento della morte), il bambino morto allo stesso modo di Fortuna Loffredo (6 al momento della morte). 

 

Da Caivano, in provincia di Napoli, è infatti arrivata una nuova ed aberrante verità, che però deve ancora essere accertata.

Tuttavia, stiamo parlando di un'ipotesi concreta da parte della Procura.

Un'altra pagina si aggiunge all'orrore maturato all'interno delle palazzine del quartiere Parco Verde.

Antonio Giglio sarebbe stato ucciso dalla madre Marianna Fabozzi (33 anni), la donna sarebbe stata accusata adesso di omicidio volontario.

La svolta è arrivata proprio grazie al prosieguo delle indagini riguardanti l'omicidio di Fortuna

La bambina fu violentata ed uccisa, il sospettato è Raimondo Caputo (44 anni) venditore ambulante di frutta.

Caputo è, guarda caso, convivente di Marianna Fabozzi, madre non solo di Antonio, ma anche di un'amichetta di Fortuna.

La donna avrebbe scaraventato sua sponte, il piccolo Antonio, dal settimo piano dell'abitazione di sua madre, Angela Angelino.

Il delitto avvenne il 27 Aprile 2013.

La notizia è apparsa sul Mattino: dal 20 Giugno Marianna Fabozzi sarebbe formalmente indagata per l'omicidio volontario di suo figlio. 

La donna ha sempre dichiarato che il piccolo si sarebbe sporto troppo, cadendo dalla finestra, mentre stava guardando un elicottero passare.

Tuttavia, stando alle indagini, le cose sarebbero andate diversamente. 

Il 17 Novembre 2015, la donna era stata arrestata, con l'accusa di non aver vigilato sulle sue figliolette, violentate abitualmente dal suo convivente Raimondo, oramai noto come : "l'Orco di Caivano". 

Marianna sarà ascoltata oggi ai magistrati della Procura di Napoli

Fonte:

TG5 delle ore 8:00, 23 Giugno 2016

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Avatar di lucia lidia bitto
lucia lidia bitto ha risposto alla discussione #1349 3 Anni 2 Mesi fa
E' inutile da che mondo e' mondo l' evoluzione ci ha fatto fare passi da gigante in tutti i campi ma nulla e' riuscito a togliere a certi uomini l'istinto predatorio o di sopraffazione.Istinto antico come l'uomo eppure mai sopito che si esalta proprio sulle persone più deboli e idifese.forse perchè è l istinto più bieco che ci sia