Non più fatalità, adesso la serata in piazza diventa omicidio
Erika Pioletti è morta: angoscia e incredulità - Torino, e adesso? 

Era andata in piazza per accompagnare il fidanzato juventino, la partita era comunque un modo per stare insieme, per svagarsi, per vivere un evento importante. Si può morire così? Si può morire per questo? Adesso che l'arresto cardiaco di Erika Pioletti è risultato fatale, adesso che Erika non si è ripresa come il piccolo Kelvin, l'ombra del lutto cade su Torino e avviluppa tutta una città, senza barriere di fedi calcistiche. Barriere che non ci devono essere nemmeno per le indagini e l'accertamento della verità e delle responsabilità. Dodici giorni di agonia, poi la tragica notizia fornita dall'Ospedale San Giovanni Bosco di Torino.

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I familiari e il fidanzato le sono stati vicini senza sosta, adesso doneranno gli organi.

Torino aveva provato ad uscire dallo shock del 3 Giugno, ma adesso c'è tutta una citta che si domanda: perchè?

La conseguenza giudiziaria della scomparsa di Erika è che l'ipotesi di reato diventerà omicidio colposo, nel fascicolo di inchiesta aperto dalla procura di Torino sui fatti di piazza San Carlo: lo conferma il Palazzo di giustizia torinese.

Non solo lesioni colpose plurime gravi e gravissime, adesso tutto cambia e l'imputazione, dopo la morte della trentottenne Erika Pioletti, verrà formalizzata nel corso della giornata con le necessarie procedure, con un fascicolo ancora a carico di ignoti.

Una serata di sport come l'antro della Sibilla, gli inquirenti non hanno ancora distinto con chiarezza i motivi degli spintoni, il panico della folla, fra racconti di boati e di spari.

Torino però non brancola più solo nel buio, ma nel lutto: Dybala ha donato la sua maglia al piccolo Kelvin dopo la guarigione, ad Erika possiamo purtroppo regalare solo lacrime, commozione e rispetto.

Il dolore per una serata di festa, un destino che assume le sembianze dell'incubo, Erika ha lottato anche se le sue condizioni sono apparse subito gravi al momento del ricovero in ospedale e non sono mai migliorate in maniera sensibile.

Come detto cambia l'ipotesi di reato, ma questo è solo il momento del dolore per una famiglia e per tutta una città.

Il giovedì nero, il giovedì della morte è stata la conclusione di una giornata iniziata sotto i peggiori auspici: sono stati i nuovi esami ad accertare definitivamente un danno cerebrale giudicato gravissimo dai medici, con una prognosi pessima.

Erika non è mai stata e non sarà mai sola, è stata sempre vegliata dal compagno, dalla mamma Anna e dai parenti.

Il suo però, ormai da dodici giorni un sonno forzato, privo purtroppo di funzioni vitali, senza la possibilità di respirare autonomamente.

Il giovedì nero è stato l'ultimo dei giorni di angoscia, dopo vari trattamenti di protezione cerebrale e di supporto cardiocircolatorio, ma non appena, è stata una breve parentesi, è stata ridotta la sedazione, la stessa Erika ha subito manifestato segni di sofferenza clinica confermati dagli elettroencefalogrammi.

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FONTI:

Per il contenuto: Torino morta Erika, reato omicidio colposo.

Per l'immagine: www.we-news.com 

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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