Necessarie più precauzioni per entrare in acqua durante le vacanze al mare
Necessarie più precauzioni per entrare in acqua durante le vacanze al mare. 

Può essere che siamo spensierati al mare e rischiamo di metterci inconsapevolmente in pericolo? Un tuffo in mare è pur sempre qualcosa che mette in contatto e in discussione tutto il nostro corpo con un elemento esterno, forte e pieno di energia. A cosa è opportuno pensare prima di entrare in acqua in uno qualsiasi dei giorni delle nostre vacanze? Ci sono precauzioni alle quali non pensiamo? Perchè in Italia, ogni anno, annegano dalle 300 alle 400 persone? Solo casualità? O anche un po' di imprudenza e quella talassofobia, la paura del  mare, che magari non pensiamo nemmeno di avere?

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La talassofobia è la paura del mare, uno dei tanti, probabilmente immotivati ma da non trascurare, attacchi di panico del nostro tempo.

Pensiamo che quello del mare sia un piacevolissimo abbraccio, un bel contatto con l'acqua che ci depura dalle tossine e invece sotto sotto ci innervosisce e ci inquieta.

Durante le vacanze estive, ogni anno, dalle 300 alle 400 persone, lasciano la vita in mare dopo essere entrate in acqua dalla riva, dal bagnasciuga, dall'acqua più bassa che ci sia.

Precauzioni? Più d'una.

Intanto bisogna andare a fare il bagno in mare quando si è in perfette condizioni psico-fisiche:  dopo un lauto pasto, è molto meglio aspettare almeno due ore e mezza prima di tuffarsi in acqua.

Lo stesso vale dopo che ci si è abbronzati sotto il sole per un po', quando cioè siamo molto caldi mentre l'acqua è fredda, ecco il classico caso in cui correre in acqua a perdifiato e tuffarsi è imprudente: molto meglio bagnarsi gradualmente e lentamente, prima la faccia, poi le gambe, il petto e poi immergersi.

Altri fattori di rischio sono le correnti, anche nei pressi delle coste, possono cambiare di frequente e di continuo, per cui bisogna stare attenti e uscire dall'acqua o chiedere aiuto al primo elemento di insicurezza.

Ci sono poi le solite meduse, le tracine, che hanno tossine però facilmente disattivabili nella pratica quotidiana.

Insomma, il mare non è solo la bella musica, i tormentoni con gli amici, le serate spensierate davanti ad un falò con gli amici.

Facciamo cenno al mare perchè questi sono giorni in cui si è tutti sotto l'ombrellone, ma anche le piscine, i laghi e i fiumi cui prestare attenzione.

Se si riesce ad evitare di entrare in acqua bruscamente o di fare il bagno da soli davanti a scogli o spiagge in cui non c'è nessuno, anche se in alta stagione è difficile, è molto meglio.

Le correnti di risacca sono i principali fattori di rischio, ma anche quel piccolo malessere che dentro di noi trascuriamo pensando che un bel tuffo in mare metterà tutto a posto: il più delle volte è così e non succede niente, ma la prudenza non è mai troppa.

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FONTI:

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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