Picchia convivente e la minaccia di morte con una SCIABOLA: la donna salvata dalla coraggiosa FIGLIA minorenne
Picchia convivente e la minaccia di morte con una SCIABOLA: la donna salvata dalla coraggiosa FIGLIA minorenne

Vincenzo Licitra, ragusano di 38 anni, ha picchiato violentemente la compagna e poi l'ha minacciata di morte con una sciabola. Il tutto per un cellulare che ha scatenato nell'uomo un raptus di gelosia. La donna salvata dalla figlia minorenne ..

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Violenza ai danni di una donna.

Anche oggi, 12 agosto 2017, le notizie di cronaca riportano la storia di un uomo violento che picchia e minaccia una donna.

I fatti in questioni sono accaduti a Modica, in Provincia di Ragusa (città della quale ci siamo spesso occupati, leggi ad esempio la storia dei vigili del fuoco che appiccavano gli incendi per prendere le indennità)

Nella frazione balneare di Marina di Modica, Vincenzo Licitra, un pregiudicato di 38 anni originario di Ragusa che preso da uno raptus di gelosia ha inveito violentemente contra la propria convivente, una donna di 39 anni.

Da quanto emerge dai racconti della Polizia, pare che l'uomo non sopportasse che la convivente usasse il cellulare per comunicare con la sua amica del cuore così, Licitra, soggetto noto alle forze dell’ordine, in preda all’ennesimo raptus di gelosia, nonostante la presenza dei figli minori, distruggeva il telefonino della sua convivente, colpendola con schiaffi e pugni fino a farle perdere i sensi.

L’uomo, inoltre, non pago, ha minacciato di morte la povera donna usando una sciabola da sommelier, puntata ripetutamente al ventre ed al volto della vittima.

Il coraggio di una delle figlie della donna, terrorizzata dalla scena davanti ad i suoi occhi, ha interrotto la tragedia che si stava consumando tra le mura domestiche allorquando la stessa chiamava la Polizia di Stato.

Di li a pochissimo, infatti, una volante del Commissariato di  Modica  (la città di Marcello Perracchio, il dottor Pasquano del commissario Motalbano morto pochi giorni fa) giungeva presso l’abitazione di Marina di Modica bloccando l’uomo sull’uscio della porta di casa, in preda ad un raptus, mentre la donna giaceva per terra priva di sensi.

In cucina gli evidenti segnali di una violenza consumata con cocci di vetro sparsi per terra, cellulare ed altri oggetti d’arredo in frantumi mentre era la stessa bimba che indicava il luogo dove era stata riposizionata la sciabola.

Sul volto della vittima, trovata in terra e priva di conoscenza, venivano riscontrati i chiari segni della violenza domestica, interrotta grazie all’intervento della Polizia di Stato.

La donna, infatti, dopo le prime cure effettuate dai poliziotti della Volante, con voce flebile raccontava di essere stata per l’ennesima volta malmenata dal suo compagno accecato dalla gelosia.

La stessa veniva quindi trasportata d’urgenza in ambulanza all’ospedale di Modica.

Il dramma che si stava consumando è avvenuto nel pomeriggio del 10 agosto.

Il fatto risulta ancora più grave perché a carico dello stesso uomo, peraltro, era stato imposto dall’Autorità Giudiziaria l’ordine di non avvicinarsi alla donna per un raggio di 50 metri.

Vista la gravità dei fatti, il Vincenzo Licitra è stato tratto in arresto dagli agenti del Commissariato di Modica per i reati di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate e minaccia grave.

Lo stesso è stato posto agli arresti domiciliari in un luogo distante dall’abitazione della convivente.

L’immediato intervento degli operatori di Polizia di Stato ha probabilmente evitato che il fatto arrivasse a conseguenze peggiori.

Siamo di-fronte all'ennesimo caso di violenza all'interno delle mura domestiche e, forse dolo per puro caso, non ci troviamo costretti a parlare di femminicidio.

Grazie alla prontezza della figlia si è evitato il peggio.

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FONTI:

Per il contenuto: Polizia Stato Commissariato Modica.

Per l'immagine: Polizia Stato

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Articolo scritto da:

Carmelo Riccotti La Rocca, il Capo Redattore (leggi la sua biografia).

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