Camporosso (Imperia): un caso religioso di enorme impatto
Camporosso (Imperia): un caso religioso di enorme impatto. 

Trovata pubblicitaria? Eccesso di scrupolo? Blasfemia? Sono tante e nessuna le domande che in molti possono farsi attorno al caso di Camporosso, Imperia, profonda Liguria. La Lidl, catena europea di supermercati, ha tolto dalle foto pubblicitarie di Dolceacqua (il borgo ligure caro per motivi turistico-sentimentali, e non certo religiosi, a Fausto Bertinotti) le croci. Per non offendere i musulmani. Offendono le altre fedi? Ma davvero? Sui social ci si chiede: ma a che punto siamo arrivati? Il fatto è che le croci sono sparite dalla facciata e dalla chiesa del borgo ligure...

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Lidl, come è abbastanza noto, non è nuova a questo tipo di iniziative, al punto che tempo addietro i clienti avevano manifestato la propria indignazione per la cancellazione delle croci dalle cupole azzurre della chiesa ortodossa di Sant'Anastasio, in Grecia in quel caso, alle isole Cicladi, per la precisione a Santorini.

In quel caso, la tesi dei vertici aziendali era stata la stessa di queste ore: si erano difesi dicendo di non voler "urtare alcun credo".

Il  nuovo caso, questa volta tutto italiano, è quello del poster con la chiesa ma senza croci e Lidl, marchio della grande distribuzione.

Al centro delle polemiche ci sono finite le foto-poster da tenere in bella mostra alle casse del punto vendita di Camporosso, in Liguria, dove è immortalata la chiesa di Sant'Antonio Abate di Dolceacqua.

Tutto bello e tutto opportuno, con un "piccolo" problemino però: i simboli religiosi posti sulla facciata e sul campanile sono spariti.

I vertici della nota catena di discount hanno motivato la decisione parlando di rispetto per tutte le confessioni religiose, dunque presa per non urtare la sensibilità religiosa di clienti di fede non cristiana.

L'iniziativa "pubblicitaria" ha provocato la dura reazione del sindaco di Camporosso, Flavio Gazzola, che ha annunciato di volersi rivolgere a un legale per ripristinare in tutto e per tutto le immagini con le croci.

Nello specifico, il sindaco di ha dichiarato: "Mostrate foto di Dolceacqua che rispecchiano la realtà. Se non volete le croci, piuttosto mettete il castello Doria".

Non solo: "Loro dicono che è una campagna nazionale ed europea quella di togliere i segni religiosi. Sono liberi di fare come vogliono, ma non rovinino le foto, basta soltanto cambiare il soggetto".

Lidl era già stata al centro di una vicenda simile, quando a farne le spese, bellamente depennate, erano state proprio le croci dalle cupole azzurre della chiesa ortodossa di Sant'Anastasio, nel cuore della pittoresca e amatissima Santorini.

La linea "difensiva" dei vertici aziendali era stata sullo stesso piano del caso odierno e aveva sostenuto di non voler "urtare alcun credo", aggiungendo che i prodotti in questione, si trattava di una linea di cibo greco, vengono venduti in tutta Europa da oltre dieci anni.

Adesso nell'occhio del ciclone ci sono i borghi liguri che sembravano sopiti, cullati, dal silenzio delle loro montagne e dai sussurri del mare: in attesa del prossimo caso?

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FONTI:

Per il contenuto: Spunta poster Lidl con chiesa Dolceacqua senza croci.Sindaco:cambiate soggetto o mi rivolgo a legale, rainews.it, 11 Ottobre 2017.

Per l'immagine: www.we-news.com 

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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