Giustizia in ritardo, condannato carabiniere
Giustizia in ritardo, condannato carabiniere

Era ancora in servizio, ma la Giustizia gli ha presentato il conto. La vicenda non è edificante, ma come tutte quelle di cronaca va raccontata. Si tratta di un carabiniere tutt'ora in servizio nella provincia di Modena, oggi 42enne mentre all'epoca dei fatti aveva 37 anni. L'uomo è stato condannato a sei anni e mezzo di carcere per violenza sessuale dalla Corte d'assise. I fatti risalgono alla primavera del 2012, vittima una ventenne (sempre all'epoca dei fatti) che denunciò di essere stata stuprata dal militare, dopo una serata tra amici, nei bagni di un locale della zona di Modena.

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Il carabiniere condannato è attualmente in servizio proprio nella provincia di Modena.

Dopo i fatti, la giovane donna era sotto choc ma si è ripresa, si è fatta forza e supportata dalle sue amiche ha sporto denuncia agli agenti della squadra mobile della polizia di Stato, che hanno condotto le indagini, coordinate dal pm Marco Niccolini.

La pubblica accusa aveva chiesto una condanna a sei anni per il carabiniere, ma gli avvocati difensori del carabinieri, Fabio Bazzani e Paolo Babboni, rispettivamente di Modena e di Bologna, hanno sostenuto la tesi del rapporto consenziente.

Al momento della sentenza, la condanna nei confronti del militare è giunta dopo che in aula sono stati ascoltati testimoni e analizzati sms e contatti avvenuti anche tramite social network, in particolare su Facebook.

Non sono mancati nemmeno i testimoni che hanno raccontato come il maresciallo capo dell'Arma in servizio nel Modenese fosse solito frequentare quel locale.

A favore della ventenne vittima dello stupro costituitasi a sua volta parte civile, i giudici modenesi hanno stabilito una provvisionale di 20mila euro, mentre nel processo si è costituita parte civile l’Unione delle donne italiane (Udi) che ha avuto una provvisionale di 10 mila euro.

Che tutto questo sia stato deciso dopo 5 anni dall'accaduto e con il carabiniere ancora in servizio, nei cittadini un po' di sconcerto lo provoca.

Inutile rifugiarsi in ogni caso nei luoghi comuni e nel fatalismo, presto o tardi la giustizia ha fatto il suo corso e i tempi di un regolare processo italiano non li conosciamo da oggi.

Sono passati 5 anni da quella serata da incubo, ma la ragazza fatica a riprendere il controllo della propria vita, come confermano i suoi amici, che le sono stati sempre vicino e che sono preoccupati.

La ragazza un tempo era spensierata, ma i suoi sorrisi si sono diradati e la sua vita non è più tornata come si suol dire "normale".

La mamma della ragazza si è confidata alla Gazzetta di Modena: "Inizialmente volevo solo vendetta, speravo che quanto accaduto a mia figlia potesse capitare anche ai figli di quell’uomo, che oggi non voglio guardare e che non chiamerò neppure per nome"

La donna ha continuato: "Alla rabbia è poi subentrata la razionalità, ho cercato di aiutare mia figlia, di parlarle ma sempre avendo un senso di inadeguatezza: mi sono sentita colpevole di non essere stata in grado di difenderla"

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FONTI:

Per il contenuto: Nel 2012 violentò una ragazza, carabiniere condannato a 6 anni di carcere, notizie.tiscali.it, 25 Ottobre 2017.

Per l'immagine: www.we-news.com 

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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