In Tribunale a Milano il caso del bodybuilder e del tassista
In Tribunale a Milano il caso del bodybuilder e del tassista. 

Agli arresti domiciliari in attesa del processo: è la sorte di Antonio Bini, il  bodybuilder arrestato per aver aggredito un tassista a cui con un morso ha staccato un pezzo di orecchio. Bini ha negato di aver morso la vittima ed è indagato per lesioni aggravate da futili motivi. Il bodybuilder è un 29enne che lavora nella reception di un albergo. Il motivo del suo alterco con il tassista è il solito: diversità di vedute sulla viabilità, le liti per motivi stradali a Milano ma non solo stanno diventando in generale sempre più accese e sempre più rischiose per l'incolumità fisica delle persone.

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Antonio Bini prima va all'ospedale Fatebenefratelli di Milanoper farsi medicare lievi contusioni dovute alla lite con il  tassista dove dichiara che era stato il tassista a provocarlo, poi una volta in Tribunale cerca di mediare".

Vuole infatti risarcire il tassista a cui ha quasi staccato il lobo di un orecchio con un morso, il bodybuilder Antonio Bini, a processo per l'aggressione a Pier Federico Bossi, avvenuta dopo una banale lite di viabilità lo scorso 28 novembre vicino alla stazione Centrale di Milano.

Non è rimasto che prenderne atto al giudice Carlo Cotta della 11' sezione penale di Milano che, a questo punto, ha rinviato l'udienza al prossimo 11 dicembre per consentire ai legali delle parti di trovare un accordo sull'eventuale risarcimento del danno.

Il 48enne autista del taxi, difeso dagli avvocati Sostene Invernizzi e Mauro Mocchi, si è costituito parte civile.

Nella prossima udienza verranno anche discusse eventuali richieste di riti alternativi (patteggiamento, rito abbreviato) o di sospensione del processo con messa alla prova.

Tutte richieste che potrebbero essere formalizzate nella prossima udienza dai legali del bodybuilder, difeso dagli avvocati Beatrice Saldarini e Patrizia Pancanti

L'autista del taxi non era presente in aula, dopo che alla vigilia dell'udienza era stato medicato all'ospedale milanese di Niguarda, dove i medici gli hanno ricucito il pezzo di orecchio staccato.

Non solo: il tassista ha riportato anche la rottura del naso e la lussazione di una spalla con prognosi di oltre 30 giorni.

Tutti giorni di lavoro che risulteranno persi, senza poter lavorare con il suo taxi, per l'autista titolare della licenza che si è ritrovato al tempo stesso vittima e protagonista dell'episodio.

Fuori dall'aula del tribunale di Milano, vista anche la mediaticità dell'udienza, si è  fatta sentire ad alta voce anche la compagna del bodybuilder.

La sua frase è stata udita da tutti i cronisti ed era relativa proprio ad Antonio Bini: "Non è l'animale che state descrivendo".

Le cronache dei quotidiani, nelle pagine milanesi, si sono appassionate e hanno dedicato molto spazio a questa lite corpo a corpo d'altri tempi; del resto era lecito attenderselo vista l'eco suscitata dal lobo dell'orecchio staccato del tassista.

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FONTI:

Per il contenuto: Aggredì tassista e ora vuole risarcirlo, ansa.it, 5 Dicembre 2017.

Per l'immagine: www.we-news.com 

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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