Dell'Utri gravemente malato: la parola passa al Tribunale di sorveglianza di Roma
Dell'Utri gravemente malato: la parola passa al Tribunale di sorveglianza di Roma. 

Marcello Dell’Utri e i suoi legali chiedono che l’udienza del 2 febbraio prossimo, nella quale il Tribunale di Sorveglianza di Roma dovrà esprimersi sulla richiesta di differimento della pena per le sue gravi condizioni di salute, sia pubblica. Attraverso il nuovo ricorso alla magistratura di sorveglianza, i legali dell’ex parlamentare tornano a sollecitare la scarcerazione per incompatibilità con le patologie di cui Dell’Utri soffre da tempo: l’uomo infatti ha una cardiopatia molto grave e una forma di diabete. A luglio gli è stato diagnosticato anche un tumore maligno alla prostata, "ma non ha ancora ricevuto cure" ha precisato la moglie Miranda Ratti Dell’Utri.

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Familiari, legali e amici di Marcello Dell'Utri chiedono che l'ex senatore venga giudicato in base alle carte e alle sue malattie, senza considerare esemplare il suo caso per via dei suoi rapporti con Silvio Berlusconi.

E' malato, molto malato: può curarsi fuori dal carcere?

Miranda Ratti Dell’Utri, la moglie, chiede questo e torna a invocare giustizia per suo marito alla vigilia dell’udienza che deciderà la sorte di suo marito.

Le parole della consorte di Marcello Dell'Utri: "Il diritto alla salute è previsto dalla Costituzione e vorremmo solo che venisse applicato".

Ricordiamo che Dell’Utri si trova nel carcere di Rebibbia dove sta scontando una condanna a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

È in cella nonostante le condizioni di salute precarie, il diabete e i problemi al cuore ma, soprattutto, nonostante un tumore maligno alla prostata, una scoperta che risale al mese di luglio, per la quale ci sono voluti sei mesi solo per diagnosticarlo. 

Ma da allora, l'ex collaboratore di Silvio Berlusconi ancora non ha iniziato la radioterapia: in carcere del resto è tutto difficile.

Lo scorso 5 dicembre il Tribunale di sorveglianza di Roma aveva rigettato l’istanza di sospensione della pena, anche se gli stessi consulenti della Procura generale si erano espressi per l’incompatibilità tra le condizioni cliniche dell’ex senatore e lo stato detentivo.

Gli è stato comunque riconosciuto il dritto di curarsi "in vinculis": o a livello ambulatoriale o attraverso un ricovero ospedaliero con piantonamento. 

Il 21 dicembre 2017 è stato invece il giorno dell'intervento di Mauro Palma, Garante nazionale dei diritti dei detenuti, che ha scritto al presidente del Tribunale di sorveglianza chiedendogli se quanto disposto sia "effettivamente eseguibile".

Nelle settimane successive si scopre che nessuna delle soluzioni prospettate è praticabile: l’ipotesi ambulatoriale, come ricostruisce l’avvocato Simona Filippi, non viene avallata né dall’amministrazione penitenziaria né dai medici del carcere e salta anche la chance del ricovero in ospedale perché la radioterapia è un tipo di cura che viene praticata solo a livello ambulatoriale. 

Il tempo passa e si arriva alla fine di gennaio, con uno dei legali di dell’Utri, Alessandro De Federicis, francamente stufo: "Sembra un po’ il gioco dell’oca, quando una casella si riempie si torna a quella precedente".

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FONTI:

Per il contenuto: Venerdì il verdetto che può salvare Dell’Utri dal carcere, ilgiornale.it, 1 febbraio 2018.

Per l'immagine: www.we-news.com 

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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