Incredibile intercettazione riguardante la vita del giornalista Paolo Borrometi
Incredibile intercettazione riguardante la vita del giornalista Paolo Borrometi. 

"Fallo ammazzare, ma che c.... ci interessa". La frase è del boss di Cosa nostra della provincia di Siracusa, Salvatore Giuliano, e l'obiettivo è il direttore del sito d'inchiesta La Spia e collaboratore dell'Agi (agenzia giornalistica Italia), Paolo Borrometi. E' l'intercettazione che ha portato all'arresto di quattro persone: un dialogo tra il boss e un altro esponente di spicco: "Giuseppe Vizzini - si legge nel documento - ingiuriava il giornalista d'inchiesta Borrometi e Giuliano consigliava di farlo ammazzare": "Su lurdu", dice Vizzini. E Giuliano: "Lo so, ma questo perché non si ammazza, ma fallo ammazzare".

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Improvvisamente, tornano alla mente i loro nomi, come se venissero minacciati e stessero per essere uccisi, come se nel 2018 fosse ancora possibile fare impunemente, schioccando le dita, quello che è stato fatto contro di loro.

I nomi sono quelli ad esempio, ma ce ne sono tanti altri, di Giancarlo Siani, Giuseppe Fava, Mauro Rostagno: al loro posto oggi rischia di esserci Paolo Borrometi, nei luoghi tristemente  noti alle notti più lugubri della storia italiana, quelle di un Sud Italia minoritario ma forte, che sottrae la vita alle persone coraggiose e sparge sangue in un grande pezzo d'Italia.

Un ordine preciso per togliere di mezzo un giornalista scomodo è infatti quello riportato dall'Agi (agenzia giornalistica Italia) con un dialogo inquietante tra il boss di Cosa Nostra, Salvatore Giuliano e un altro esponente di spicco della mafia, Giuseppe Vizzini.

Ecco i toni e le frasi: "Fallo ammazzare, ma che c.... ci interessa".

L'obiettivo è il direttore del sito d'inchiesta La Spia e collaboratore dell'Agi, Paolo Borrometi.

Quattro persone sono state arrestate per questa vicenda: "Giuseppe Vizzini - si legge nell'ordinanza - ingiuriava il giornalista d'inchiesta Borrometi e Giuliano consigliava di farlo ammazzare".

Non mancano, nell'intercettazione incriminata, altre prodezze verbali, altre perle di saggezza che in questo caso almeno hanno reso immediatamente operativa una importante azione di carattere giudiziario e poliziesco.

"Su lurdu", dice Vizzini, e di rimando Giuliano: "Lo so, ma questo perche' non si ammazza, ma fallo ammazzare".

L'intervento su Twitter del leader del Movimento Cinque Stelle, Luigi Di Maio: "La mia solidarietà a Paolo Borrometi, minacciato dalla Mafia. I giornalisti come lui, che rischiano la vita per raccontare la verità, non siano lasciati soli dallo Stato". 

Non è la prima volta che il giornalista sicialiano riceve minacce per la sua professione da parte della mafia siracusana e ragusana.

"Se c’è un giornalista che rischia la vita in Italia questo è Paolo Borrometi", aveva detto il procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania nel 2017.

Al centro della vicenda il clan catanese dei Cappello che effettivamente "stava per organizzare un'eclatante azione omicidiaria" per "eliminare lo scomodo giornalista" Paolo Borrometi, come scrive scrive il Giudice per le indagini preliminari Giuliana Sammartino.

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FONTI:

Per il contenuto: Boss mafioso: "Ammazzate il giornalista Borrometi", agi.it, 10 aprile 2018.

Per l'immagine: www.we-news.com 

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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