Cosa respiriamo? Quello strato di polvere sulle auto preoccupa...
Cosa respiriamo? Quello strato di polvere sulle auto preoccupa...

L'effetto immediato è la stizza dell'automobilista. Poi la vera preoccupazione è su cosa respira il cittadino. L'auto ricoperta di polvere dopo pochi minuti di pioggia nelle città genera effetti diversi e reazioni a catena. In ogni caso viene dall'Africa settentrionale la polvere caduta sulla città insieme alla pioggia nelle scorse ore. Un fenomeno non raro, soprattutto in questa stagione, ma decisamente intenso nel 2018 quello delle particelle portate fino all'Italia settentrionale da alcuni eventi atmosferici mediterranei e poi scaricate a terra insieme all'acqua piovana. E così in questi giorni agli autolavaggi non manca di certo la clientela.

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Le autovetture private non possono essere pulite in eterno e non bisogna essere perseguitate dalle fobie quotidiane.

Ma la sorpresa e il fastidio sono notevoli, quando spiove, di vedere la propria auto, lavata da qualche giorno o da qualche ora, totalmente ricoperta da uno strato di polvere.

Il fenomeno si è generato a partire dalla seconda metà della scorsa settimana con un’area di bassa pressione di origine nord africana che ha interesserato il bacino del Mediterraneo centrale con venti forti che sono arrivati fino al Meridione.

La depressione presente tra la Sicilia e la Tunisia ha spinto grandi masse d'aria fino a Calabria e poi Campania.

Quella arrivata fino alle regioni del Nord non è in verità la sabbia del deserto, generalmente troppo pesante per compiere un tragitto così lungo, ma piuttosto una sottilissima polvere.

La domanda successiva, oltre a quando si torna a lavare l'auto, è di ben altro spessore: ma noi respiriamo quella roba che vediamo sulla nostra macchina? La vicenda ha riguardato la Liguria e Milano, ma anche la zona del veronese con auto e balconi ricoperti di polvere rossastra e un cielo dai colori strani.

Insomma non sono fenomeni collegati a qualche incendo, ma si tratta del deserto del Sahara: è questa la fonte delle polveri che arrivano in Italia; non a caso ogni anno 100-200 tonnellate di polvere e sabbia fine sono trasportati dal vento e di conseguenza immessi nell’atmosfera.

I fenomeni di turbolenza e convezione portano le particelle fino al livello delle nubi che producono pioggia.

Tutte queste spiegazioni vengono fornite dalle varie divisioni regionali di Arpal, ovvero le varie Agenzie regionali di Protezione dell'ambiente.

Il report è di qualche anno fa, ma le sue conclusioni sono ancora e a loro volta attuali.

La condizione dell'invasione silenziosa ma inesorabile di polvere di verifica solo in inverno e in primavera, mentre in estate e in autunno la fascia anticiclonica delle Azzorre blocca gli scambi diretti fra l’Africa settentrionale e l’Europa, anche se non mancano eventi in questi periodi.

Il fenomeno interessa non solo l’Europa meridionale (in special modo l’Italia), ma anche la Germania e Le Isole Britanniche, basti pensare che nel 1990 le sabbie hanno raggiunto la Svezia e si sono mescolate con la neve.

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FONTI:

Per il contenuto: Auto e finestre coperte dalla polvere del Sahara arrivata dal cielo, cittadellaspezia.com, 17 aprile 2018.

Per l'immagine: www.we-news.com 

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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