Una foto di Lidia Macchi. Il suo corpo fu rinvenuto nei boschi di Cittiglio, nei pressi del lago Maggiore
Una foto di Lidia Macchi. Il suo corpo fu rinvenuto nei boschi di Cittiglio, nei pressi del lago Maggiore, il 7 gennaio 1987. Fu uccisa con 29 coltellate. 

Il 7 gennaio del 1987 il corpo senza vita di Lidia Macchi veniva ritrovato nei boschi vicino al lago Maggiore a Cittiglio, in provincia di Varese. Sono passati 31 anni da quel giorno, ed oggi finalmente il suo assassino ha un nome e cognome: è Stefano Binda, ex compagno di scuola della vittima. La Corte d’assise ha riconosciuto colpevole Binda, accogliendo così la richiesta del sostituto procuratore generale Gemma Gualdi, condannandolo all'ergastolo

Copyright © All Rights Reserved - We-News.com

Per decenni l’inchiesta sulla morte di Lidia Macchi era rimasta bloccata, per poi riaprirsi improvvisamente quando la redazione di un giornale locale entrò in possesso di una lettera ricevuta dalla famiglia della vittima il giorno del funerale di Lidia.

All'interno della lettera era presente una poesia intitolata “In morte di un’amica”.

L’assassino della giovane era stato arrestato dalla squadra mobile di Varese, dopo che una testimone aveva riconosciuto la sua calligrafia.

Nella lettera erano presenti dettagli riguardanti l’omicidio della giovane, così precisi che solo l’assassino avrebbe potuto conoscere.

Binda dal canto suo si è sempre dichiarato innocente, affermando di trovarsi in vacanza in montagna.

Il processo, durato un anno, si è concentrato perlopiù su due fronti: l’attendibilità dell’alibi dell’imputato e la valutazione di quel particolare grafologico, ma secondo gli avvocati della vittima, Lidia avrebbe avuto una breve relazione con Stefano Binda, di cui era innamorata. 

All'epoca dei fatti Binda era eroinomane, ma probabilmente agli occhi della vittima appariva come una persona colta e carismatica.

La sera del 5 gennaio 1987 salì in macchina con lei ed ebbero un rapporto sessuale, dopodiché la uccise abbandonando il corpo in un bosco vicino: Binda uccise Lidia Macchi perché la ragazza si era concessa violando così, secondo l’assassino, il credo religioso a cui apparteneva.

Il giudice ha riconosciuto l’aggravante della crudeltà ma non quello dei motivi futili, ecco perchè viene considerato un omicidio d’impeto, compiuto dopo quello che per la vittima era stato il primo rapporto sessuale.

La giovane studentessa venne uccisa con 29 coltellate, ma la difesa è apparsa molto sorpresa della decisione, promettendo battaglia in Appello: “E’ una sentenza ingiusta in quanto mancano le prove” ha dichiarato l’avvocato difensore Sergio Martelli, “Ci troviamo in presenza di un processo mediatico, sapevo che il peso sarebbe stato notevole. Siamo in attesa delle motivazioni, che arriveranno tra 90 giorni”.

“E’ un giorno di sollievo” ha dichiarato il sostituto procuratore Gemma Gualdi “finalmente è stata accertata una verità processuale che corrisponde a quella storica, è un giorno di dolore per i familiari della vittima e per il colpevole. È una vittoria dello Stato e di tutti quelli che hanno voluto la verità”.

Nel commentare la sentenza la Gualdi ha inoltre riconosciuto un ruolo importante alla stampa, “che aiuta a pronunciare la verità, e senza verità lo Stato italiano fa fatica a procedere. C’è assolutamente bisogno di credere nella presenza dello Stato, così come nella verità e nella giustizia”, dal canto suo Paola Bettoni, madre della vittima, subito dopo la sentenza ha dichiarato “da una parte sono contenta, dall'altra penso anche ad una madre che si trova con un figlio in questa situazione, Lidia non meritava una morte come questa”

«Quanto ti è piaciuto questo articolo???» ... Aiutaci:

1) Condividendolo sui Social Network;

2) e Registrandoti per Commentarlo QUI sotto.

Grazie di cuore!

 

FONTI:

Per il contenuto: QUI SCRIVI IL TITOLO DELL'ARTICOLO, IL SITO CHE LO OSPITA, L'AUTORE E LA DATA.

Per l'immagine: www.we-news.com 

N.B. L'autore di questo articolo manleva da ogni qualsivoglia responsabilità questo sito e chi vi ci lavora per qualunque danno arrecato. Se pensi che ci sia stato dichiarato il falso e/o siano state commesse delle infrazioni legali, scrivici per poterti mettere in contatto direttamente con l'autore che si assume il 100% della responsabilità.

Vittorio Bottillo

Log in to comment