La sera del 17 giugno 2017, il professore di inglese Stefano Perale uccise la sua ex allieva, Anastasia Shukurova, ed il suo fidanzato Biagio Buonuomo
La sera del 17 giugno 2017, il professore di inglese Stefano Perale uccise la sua ex allieva, Anastasia Shukurova, ed il suo fidanzato Biagio Buonuomo. 

La difesa ha provato fino all'ultimo a giocare la carta dell'infermità mentale di Stefano Perale, ma si è rivelato tutto sostanzialmente inutile: la Procura lo ha infartti riconosciuto perfettamente in grado di intendere e di volere al momento dell'omicidio. Secondo gli inquirenti il gesto fu premeditato: settimane prima aveva acquistato su internet il cloroformio usato per soffocare Anastasia Shakurova.

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Rinviato a giudizio Stefano Perale, il professore di inglese che a giugno dello scorso anno uccise una sua ex allieva, Anastasia Shakurova, al quinto mese di gravidanza, ed il suo compagno Biagio Buonuomo, rispettivamente di 30 e 31 anni.  L’omicidio avvenne a Chirignago, in provincia di Mestre. Nonostante i tentativi da parte della difesa di dimostrare l’incapacità di intendere e volere del loro assistito all’epoca dei fatti, i periti lo hanno giudicato perfettamente in sensi. Il 18 maggio è stata fissata l udienza per stabilire se Perale verrà processato. Gravissime le accuse formulate dalla Procura nei suoi confronti: duplice omicidio aggravato dalla premeditazione, procurato aborto e vilipendio di cadavere. 

OSSESSIONATO DALLA SUA EX ALLIEVA

Stefano Perale nutriva una vera e propria ossessione per la sua ex studentessa, con cui comunque non vi era stata alcun tipo di relazione sentimentale in precedenza. Il 28 ottobre, ovvero mesi prima dell’omicidio, l’uomo si era presentato all’aeroporto Marco Polo di Venezia, dove la giovane donna sarebbe atterrata, con un mazzo di fiori, per tentare di conquistare la sua ex allieva. Tuttavia ad attendere Anastasia c’era già il suo attuale fidanzato, Biagio Buonuomo. Vedendoli insieme, come poi riferirà agli inquirenti, Perale ebbe addirittura un malore.

LA TRAPPOLA

Secondo gli inquirenti, fu proprio questo episodio a spingere il professore di inglese ad elaborare un piano diabolico, studiato nei minimi particolari, e quindi premeditato. La sera del 17 giugno invitò Anastasia e il suo fidanzato Biagio nella sua abitazione, un appartamento al primo piano in un condominio situato in via Abruzzo, a Chirignago. Versò quindi dello Stilnox (un potente sonnifero) nei loro bicchieri. Mentre Anastasia fu subito stordita dal sedativo, sembra che Biagio Buonuomo abbia in parte resistito all’effetto

del sonnifero, tentando una reazione. A quel punto Perale avrebbe infierito sul ragazzo, colpendolo con un oggetto metallico sul viso fino ad ucciderlo. Secondo le ricostruzioni, mentre lo stava colpendo, si sarebbe scusato con il fidanzato di Anastasia, “tu non c’entri niente, non dovevi essere qui”.

LA VIOLENZA

Ma l’orrore era appena cominciato: a quel punto l’uomo violentò Anastasia, soffocandola con un cuscino intriso di cloroformio fino ad ucciderla. Non è ancora chiaro se la violenza sia accaduta quando la ragazza era già deceduta oppure quando era solo stordita. Al momento del delitto, la vittima era incinta, ed il padre era proprio Biagio Buonuomo.  Non ancora appagato da tanta crudeltà, filmò lo stupro, come dimostrano i due video rinvenuti sul suo smartphone durante le indagini.  

IL TENTATIVO DI LIBERARSI DEI CADAVERI

Una volta compiuto il duplice omicidio, Perale cercò di disfarsi dei cadaveri dei ragazzi appena uccisi, tuttavia non vi riuscì: il corpo di Biagio era troppo pesante per lui. Stremato fisicamente e mentalmente, l’omicida decise di chiamare il 113, a cui disse “venite, ho ucciso due persone”

GLI INQUIRENTI: GESTO PREMEDITATO 

Durante i controlli effettuati  sul suo computer, risultò che il cloroformio usato per uccidere Anastasia era stato ordinato su Internet alcune  settimane dopo l’episodio del 28 ottobre. Proprio da questo particolare si deduce che Perale avesse già deciso di compiere il folle gesto la sera del 17 giugno.

LA TESI DELLA DIFESA

A nulla è valso il tentativo degli avvocati difensori di dimostrare l’infermità mentale del loro assistito. Secondo la difesa, quanto accaduto all’aeroporto il 28 ottobre, avrebbe generato una progressiva perdita del controllo fino al tragico epilogo. La procura infatti lo ha giudicato in grado di intendere e volere al momento del delitto.

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Vittorio Bottillo

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