Tutto rientrato contro Infronti e i suoi manager, Marco Bogarelli e Giuseppe Ciocchetti
Tutto rientrato contro Infronti e i suoi manager, Marco Bogarelli e Giuseppe Ciocchetti. 

Sky aveva tuonato contro di loro. Repubblica aveva redatto precisi atti d'accusa. Ma di tutto questo sembra rimasto ben poco. La Lega Calcio e i club calcistici infatti sono enti privati e quindi, non avendo alcuna natura pubblicistica, non si puo’ configurare il reato di turbativa d’asta. Si e’ richiamato all’ordinanza con cui un anno fa aveva rigettato tre arresti il gip di Milano Manuela Accurso Tagano nel provvedimento di archiviazione dell’indagine e diritti tv nel calcio a carico tra gli altri dell’ex ad del Milano e ora senatore Adriano Galliani, di Marco Bogarelli, ex numero uno della societa’, Riccardo Silva, patron della societa’ Mp&Silva, e dei presidenti della Lazio, del Genoa e del Bari, Claudio Lotito, Enrico Preziosi e Gianluca Paparesta. 

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Il decreto di archiviazione, contro quella Infront che secondo Sky, ben spalleggiata da Repubblica, era il regno del male del calcio italiano, è stato depositato attorno al 22 aprile

Nel documento ufficiale si sottolinea che "non sussistono elementi idonei a sostenere l’accusa".

Il giudice, come gia’ aveva ritenuto, ha escluso la sussistenza, oltre che dell’associazione per
delinquere (gli indagati avevano dato vita al massimo ad una lobby del calcio) della turbativa d’asta, pure della truffa.

La mancanza dei reati presupposti ha portato di conseguenza il gip a cancellare pure il riciclaggio e l’auto riciclaggio.

Infine nel provvedimento, una paginetta, viene scritto espressamente che Sky non e’ parte offesa.

La Procura alla fine di gennaio aveva inoltrato l’istanza di archiviazione del caso.

Tutto questo è stato così commentato da Marcel Vulpis, direttore del sito sporteconomy.it: "Adesso gli stessi giornali che hanno sparato ad alzo zero su Bogarelli, Ciocchetti e compagnia cantante, pubblicheranno mai una riga di scuse nei loro confronti? Non credo, perché il giornalista-medio italiano si crede Dio e Dio, per definizione, non chiede scusa a nessuno".

Ne deduce Vulpis: "Ecco perché la gente non compra più i giornali, perché non si può dare 1 euro e 50 per leggere tesi, quale che sia il settore, che non vengono quasi mai confermate (soprattutto se parliamo di casi giudiziari). La gente è stanca di leggere storie, che, molte volte, si rivelano non corrispondenti alla realtà. Ma il giornalismo non dovrebbe essere proprio questo? Raccontare storia corrispondenti alla realtà?"

Ancora il sito sporteconomy: "Detto questo: i signori Marco Bogarelli e Giuseppe Ciocchetti, oltre ad essere due grandi professionisti di livello internazionale (nei rispettivi settori di riferimento), sono anche due persone che non hanno commesso alcun reato. Li hanno bastonati e portati nel fango, perché erano troppo bravi e professionali, difficili da superare sul terreno della libera concorrenza".

Il discorso di Vulpis si allarga: "Questo è il nostro Paese, non bisogna avere paura di dirlo. Era meglio (forse) eliminarli, toglierli dal mercato. L’unico metodo era screditarli e poi arrivare a costruire una tesi giudiziaria molto bizzarra, come poi si è rivelata nei fatti".

Quindi?

L'ennesima conferma?

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FONTI:

Per il contenuto: CASO BOGARELLI-INFRONT. LA VERITÀ TRIONFA SEMPRE. NON ELEMENTI PER SOSTENERE L’ACCUSA: LO AFFERMA IL GIP, sporteconomy.it, 1 maggio 2018

Per l'immagine: www.we-news.com 

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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