Ad un bivio l'inchiesta sulle fatture false per la famiglia Renzi
Ad un bivio l'inchiesta sulle fatture false per la famiglia Renzi. 

La procura di Firenze ha chiesto al gip il rinvio a giudizio per Tiziano Renzi e Laura Bovoli, genitori dell'ex premier Matteo Renzi, accusati di emissione di fatture false da parte di loro aziende. I pubblici ministeri hanno chiesto il processo anche per Luigi Dagostino, imprenditore pugliese degli outlet, che deve rispondere delle stesse accuse più di un'altra per truffa. Tiziano Renzi e Laura Bovoli sono accusati di aver emesso fatture false per "operazioni inesistenti" da parte delle società da loro stessi controllate, la Party e la Eventi 6, verso la Tramor Srl all'epoca in cui era amministratore proprio Dagostino.

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I genitori dell'ex premier, Matteo Renzi, sono indagati per l'emissione di fatture false, con annessa richiesta di rinvio a giudizio anche per l'imprenditore pugliese degli outlet, Luigi Dagostino, che deve rispondere delle stesse accuse, più di un'altra per truffa.

"La notizia della richiesta di rinvio a giudizio diffusa dalla stampa e della quale la difesa non ha conferma ufficiale è ampiamente compatibile con la nostra richiesta di andare a processo formulata qualche tempo fa", ha dichiarato l'avvocato Federico Bagattini, che difende i coniugi Renzi.

Le altre dichiarazioni del legale: "Siamo certi di poter dimostrare in sede processuale l'assoluta correttezza dei comportamenti tenuti dai Signori Renzi".

L'avviso di conclusione delle indagini era stato notificato lo scorso 18 aprile, dopo che nel corso dell'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Luca Turco e dalla pm Christine von Borries, la Guardia di finanza aveva individuato due fatture che non sembrano corrispondere a effettive prestazioni o comunque apparentemente gonfiate rispetto alle prestazioni effettivamente svolte. 

La richiesta di rinvio a giudizio, inviata al gip in questi giorni, segue l'avviso di conclusione delle indagini di alcune settimane fa.

In questo periodo di tempo, gli indagati avrebbero potuto depositare memorie difensive o chiedere di essere interrogati, ma ciò non è avvenuto.

Le fatture? Una da 140 mila euro che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, "aveva ad oggetto uno studio di fattibilità di una struttura ricettiva food con i relativi incoming asiatici e la logistica da e per i vari trasporti pubblici (Ferrovie-Aereoporti-ecc)".

Secondo l'accusa, si tratta di uno studio "che non era mai stato realizzato".

L'altra fattura è da 20 mila euro, che risulta essere stata emessa dalla Party srl, società fondata da Tiziano Renzi (con il 40% della quote) e dalla Nikila Invest, srl amministrata dalla compagna di Dagostino Ilaria Niccolai ( 60%).

"Voglio che mi processino, d'ora in poi mi avvarrò della facoltà di non rispondere", aveva fatto sapere Tiziano Renzi, dopo aver deciso di non presentarsi all'interrogatorio di fronte ai pm fissato lo scorso 22 marzo.

Ecco perchè non ci sono stati interrogatori.

Le altre parole scritte dal padre dell'ex premier in una lunga lettera: "Da quattro anni la mia vita professionale e personale è stata totalmente stravolta. Dopo anni di onorata carriera, senza alcun procedimento penale mai aperto in tutta la mia vita nei miei confronti, mi sono trovato improvvisamente sotto indagine in più procure d'Italia per svariati motivi". 

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FONTI:

Per il contenuto: Firenze, inchiesta sulle false fatture: chiesto il processo per Tiziano Renzi e la moglie, firenze.repubblica.it, 11 maggio 2018.

Per l'immagine: www.we-news.com 

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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