Un Tir non a norma transitato sul punto debole dei viadotto Morandi
Un Tir non a norma transitato sul punto debole dei viadotto Morandi. 

Tutto ha contribuito a creare l'inferno a Genova. Sembrava fosse la vigilia di Ferragosto, ed invece era il giorno di una tragedia. La forte pioggia, forse un fulmine, ma non solo. Ad infierire sul ponte Morandi, stando agli elementi che vengono raccolti ora per ora, anche un mezzo pesante non a norma che è transitato nel punto più debole ed esposto del viadotto malato. Un ingegnere che per anni ha lavorato per Autostrade per l’Italia a Genova alla manutenzione di quel viadotto con incarichi di responsabilità, ora segnala un altro aspetto: “Transitavano di continuo autoarticolati con un peso da 70 tonnellate. Uno di loro ha prodotto l’effetto detonatore”.

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"A far crollare il ponte è stato sicuramente il cedimento dei cavi multipli in acciaio e il deterioramento dei tubi in calcestruzzo precompresso. Ed è fin troppo evidente che ci sia stato un errore umano di chi doveva certificare lo stato di salute dell’opera e la sua transitabilità e ha sottovalutato lo stato di degrado di cavi e tubi".

Non solo: "Ma adesso penso di aver compreso anche quale sia stato l’innesco. Non solo, ma anche il momento e il punto preciso da dove può essere partito tutto".

Le frasi, pesantissime, sono dell’ingegnere che per anni ha lavorato per conto di Autostrade per l’Italia alla manutenzione del ponte Morandi con incarichi di responsabilità.

Proprio lui ha accettato di svelare a TiscaliNews le cause della tragedia di Genova e adesso illumina anche altri aspetti determinanti del disastro.

Insomma perché quel ponte è crollato proprio la vigilia di Ferragosto?

Già la giornalista Milena Gabanelli aveva chiamato in causa i sovraccarichi Tir polacchi...

Dal canto suo l’ingegnere, che ha voluto rimanere fonte anonima, un autoarticolato con un carico pesante (probabilmente non a norma) potrebbe aver determinato il definitivo scollamento di un giunto (indebolito da fattori ambientali e incuria) della parte centrale del ponte.

Si tratterebbe della zona più debole, nell’area che gli esperti chiamano la sella di Gerber, la campata centrale che collega le due parti del ponte.

La dinamica potrebbe essere identica a quella per il crollo del cavalcavia di Lecco di due anni fa: un mezzo pesante e fuori norma che determina la definitiva rottura di un giunto ovviamente già compromesso.

Se così fosse, ol tir in questione si sarà sicuramente salvato dalla tragedia ma il disastro è avvenuto pochi istanti dopo il suo passaggio, del resto non è un mistero che il ponte Morandi era costantemente attraversato da mezzi pesanti con carichi assai superiori a quelli previsti per legge.

Il viadotto è l’unica strada che conduce al porto e ad alcune fabbriche importanti.

Da circa trent’anni, i calcoli dei ponti stradali si fanno considerando il transito di uno o più mezzi di peso pari a 60 tonnellate, ma su quel ponte transitano di continuo mezzi a 8 assi da almeno 70 tonnellate.

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FONTI:

Per il contenuto: “Un tir irregolare complice del disastro. Ecco il momento della tragedia del ponte Morandi”, notizie.tiscali.it, Giuseppe Caporale, 16 agosto 2018.

Per l'immagine: www.we-news.com 

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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