NUOVE ELEZIONI IN POLONIANonostante i candidati che gli elettori polacchi si troveranno sulla scheda per l'elezione del Presidente siano ufficialmente dieci, in realtà oggi sono due quelli che hanno serie possibilità di diventare presidente.

Essi sono: Jaroslaw Kaczynski, ex primo ministro e fratello gemello del presidente morto nell'incidente aereo di Smolensk, in Russia, il 10 aprile scorso, e Bronislaw Komorowski, presidente della Dieta (o Sejim, la Camera dei deputati polacca) che, dopo il disastro aereo, riveste le funzioni di presidente supplente della repubblica.

Uno appartiene, come già il gemello, al partito tradizionalista della destra radicale "Diritto e Giustizia" (PIS), l'altro alla formazione liberale che ha in mano il governo del Paese, Piattaforma Civica (PO), e che esprime anche il Primo ministro, Donald Tusk.

Se nessuno riuscirà ad ottenere almeno il 50% dei suffragi, un secondo turno è previsto, tra i due candidati più votati, il 4 di luglio.

Chi vota per il candidato liberale vuole una Polonia che guardi avanti, non più con lo sguardo rivolto all'indietro come è stata la Polonia dei gemelli Kaczynski, ed i sondaggi dell'ultima ora confermano che la retorica populista, che permise ai gemelli nel 2005 di vincere la presidenza e la maggioranza in parlamento, non è più in auge.

Per questo Jaroslaw Kaczynsky ha mitigato la sua immagine aggressiva e ha messo tra parentesi quelli che erano i valori del suo movimento, vale a dire la decomunistizzazione, l'avversione nei confronti della Germania e della Russia, l'euroscetticismo...

La miglior freccia nel suo arco consiste nell'identificarsi con il fratello morto, che dopo la tragedia viene percepito, nell'umore generale del Paese, come un patriota ed un buon presidente, nonostante la sua popolarità fosse a picco mentre era ancora in vita.

Anche questa moderazione, che non gli appartiene, e che per i più è soltanto una tattica elettorale, testimonia il clima generale di una Nazione che, a più di vent'anni dalla caduta del comunismo, ha intenzione di voltar pagina.

L'altro candidato, invece, è il capofila di un movimento modernista che, grazie al governo liberale e moderatamente aperto di Donald Tusk, ha guidato il Paese attraverso la crisi economica e - unico caso nel Continente europeo - senza risentirne: la Polonia avrà, infatti, quest'anno una crescita attorno al 3%.

A fronte di quegli elettori che vogliono che la Polonia diventi finalmente un Paese normale, si erge la parte di società che si riconosce nella Chiesa e nei suoi valori tradizionali e che con la modernità non è mai andata a braccetto.

Quale di queste due prevarrà, ce lo diranno i risultati elettorali.

Written by Simone Muti...published by Manager_Alessandro Bechis

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