umberto Bossi«Chiedo scusa alla Nazionale. La mia era una battuta. Il mio augurio è che vincano i mondiali.»

 

Con delle scuse che sanno tanto di "gufata", il capo della Lega, viste le reazioni provocate dalle sue avventate parole circa la partita comprata dall'Italia a suon di ingaggi di giocatori slovacchi nel nostro campionato, ha chiuso il caso in maniera inusitata, dato il personaggio.

Che strano Paese, il Nostro!

Tutto gli si può dire, dai più oltraggiosi insulti fino alle ipotesi di secessione, ma al solo stormir di foglia contro la Nazionale di Calcio viene giù il finimondo!

D'altra parte, avete visto i terrazzi e le finestre delle italiche vie nelle città del Nord e del Sud?! Tutte piene di tricolori: un tripudio patriottico che le altre Nazioni riservano soltanto al giorno della festa nazionale.

Che il calcio abbia sostituito il nostro sentimento collettivo di appartenenza alla Patria, d'altra parte non è una scoperta di oggi, ma sentire che il vertice di un partito il cui obiettivo privncipale è quello di arrivare alla secessione, augurare la vittoria all'Italia, ci dimostra quanto possiamo se stiamo uniti, se solo volessimo.

«La mia era una battuta fatta alla buvette, mentre ero con i miei. E guarda che casino è venuto fuori!», derubrica, il Bossi, a "chiacchiere da bar" le sue esternazioni...

E di chiacchiere da bar, il Nostro, ne sforna una dietro l'altra!

Vi ricordate i 300 mila bergamaschi in armi, pronti alla guerra di secessione da lui fermati, salvo poi accorgersi che neanche tutta la provincia, neonati compresi, raggiunge una simile popolazione?!

Allora, il silenzio... Tutt'al più qualche lazzo dai dirigenti di partito più in vena di ironie. E invece stavolta gli tocca chiedere scusa: non l'aveva fatto neanche quando, Oscar Luigi Scalfaro Presidente della Repubblica, venne elegantemente definito «Una flatulenza nello spazio!» (anche se il termine che usò era più diretto).

«Adesso starò più attento a fare battute, meglio non farle davvero, si rischia di far casino se non si è capiti. E comunque chiedo scusa alla Nazionale.»

Cosa ci sia stato da capire nelle sue parole, non lo sappiamo davvero, visto che erano talmente chiare da non aver bisogno di interpretazioni autentiche!

In ogni caso, una cosa sembra averla capita, il Bossi: «Una cosa è chiara, anche se già la sapevo: vale il vecchio proverbio popolare "scherza con i fanti ma lascia stare i santi".»

San Cannavaro & co. hanno dunque fatto anche questo miracolo.

Adesso, davvero, tutto sembra possibile, nella Patria del Calcio-Re...

 

Written by Simone Muti    modificated by Manager_Igor Scarabel

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