44ENNE a BRIOSCO nel MONZESE, tenta di UCCIDERE la moglie e poi si SUICIDA!

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3 Anni 1 Mese fa #1282 da admingat
admingat ha creato la discussione 44ENNE a BRIOSCO nel MONZESE, tenta di UCCIDERE la moglie e poi si SUICIDA!

44ENNE a BRIOSCO nel monzese, tenta di UCCIDERE la moglie e poi si SUICIDA!Ennesima tragedia familiare, questa volta a Briosco, in provincia di Monza e Brianza. Tra una coppia in via di separazione, un 44enne Cristian Redaelli ed una 39enne Elena di Rienzo, inizia un furibondo litigio, che sfocia in tragedia. Il 44enne, al culmine della discussione, afferra un martello e colpisce ferocemente la moglie 39enne alla testa, la quale entra in coma. L'uomo in preda al panico ed alla disperazione, si reca presso un ponte in Carate Brianza, sempre nel monzese,  si getta nel vuoto e muore sul colpo.

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Ringraziano per il messaggio: Gi.An.

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3 Anni 1 Mese fa #1283 da ludwig
ludwig ha risposto alla discussione 44ENNE a BRIOSCO nel MONZESE, tenta di UCCIDERE la moglie e poi si SUICIDA!
Un nuovo dramma familiare, l'ennesimo, che si ripete come se fosse un meccanismo a orologeria, che scatta a giorni e orari prestabiliti.
Non si capisce bene se l'uomo che ha mandato in coma la moglie con una martellata in testa, poi uccidendosi gettandosi da un ponte che pare sia l'ultima spiaggia per gli aspiranti suicidi, soffrisse di depressione. Sì, perché ad ogni tragedia la prima notizia che viene data è che lui o lei soffrivano di depressione.
Sono completamente in disaccordo con questa teoria di comodo: non servono studi, indagini, prove scientifiche, testimonianze o quant'altro per spiegare questo tipo di atteggiamento, ma è sufficiente 'accusare' di depressione, chiudendo così il discorso.
A lume di naso, penso che almeno il 70 percento delle persone soffre di una qualsiasi forma di depressione, ansia, nervosismo, nevrastenia, attacchi di panico e via dicendo. Se ognuna di queste dovesse confermare la sempre dichiarata teoria della 'depressione' per ogni omicidio e/o suicidio, in breve tempo in questo mondo rimarrebbero in pochi.
Credo che la verità sia un'altra e più complessa. Chi improvvisamente uccide e si suicida non è un depresso, ma semplicemente è un soggetto il cui cervello è andato in tilt, si è rotto un meccanismo altrimenti perfetto che lo ha indotto a compiere qualcosa che il giorno prima non avrebbe compiuto.
Quindi basta accusare una depressione semplicistica, ma provare a imputare atti di violenza a un crack cerebrale. Anche perché chi uccide non avrebbe alcun motivo di suicidarsi.
Ringraziano per il messaggio: z_celeste100, Gi.An.

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