CDA banca ETRURIA sotto INCHIESTA: nel MIRINO la BUONUSCITA di Luca BRONCHI!

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3 Anni 3 Mesi fa #1234 da admingat
admingat ha creato la discussione CDA banca ETRURIA sotto INCHIESTA: nel MIRINO la BUONUSCITA di Luca BRONCHI!

CDA banca ETRURIA sotto INCHIESTA: nel mirino la buonuscita di Luca BRONCHI!Non è ancora ufficiale se la Procura di Arezzo, la quale si sta occupando del fallimento di Banca Etruria, abbia aperto un fascicolo, ma è pubblica ed ufficiale, la notizia, che l'intero Consiglio di Amministrazione della banca, sia finito sotto inchiesta. In modo particolare, nel mirino della Procura, sarebbe finita la buonuscita di Luca Bronchi, il quale lasciando l'incarico di direttore generale di Etruria nel 2014, ricevette una buonuscita di un milione e 200mila euro!

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Ringraziano per il messaggio: Gi.An.

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3 Anni 3 Mesi fa #1235 da ludwig
ludwig ha risposto alla discussione CDA banca ETRURIA sotto INCHIESTA: nel MIRINO la BUONUSCITA di Luca BRONCHI!
Un'altra banca che fallisce, ma trova un milione e duecentomila euro da elargire come buonuscita all'ex direttore generale di Banca Etruria Luca Bronchi.
I problemi che legano i fallimenti degli istituti bancari sono molti e complessi, tuttavia due andrebbero discussi e valutati.
Uno riguarda le buonuscite milionarie ance in caso di fallimento della banca, e comunque semplicemente la buonuscita fine a se stessa. Invece di chiamarla buonuscita si dovrebbe parlare di liquidazione o TFR che si voglia. E questo deve essere calcolato come un normale lavoratore di una qualsiasi azienda, pubblica o privata.
Se poi parliamo di un direttore generale la cui banca è fallita, oltre a non riconoscergli alcun compenso, deve essere posto sotto accusa e stabilire la responsabilità che ha avuto nella fallimentare gestione dell'istituto di credito. Semmai, poi, riconosciuto colpevole, dovrebbe pagare sia in termini monetari sia in termini giuridici.
Altro problema da valutare, è il perché quando una banca fallisce lo Stato sborsa denari per risollevarla. Quei denari che provengono dalle tasse dei cittadini.
Non essere dentro a questo "sistema" non permette di comprendere bene i meccanismi dei fallimenti e i rispettivi salvataggi, ma il mio parere è che, quando una banca fallisce, vadano ricercati i motivi, che dipendono sempre dagli amministratori. Questi, devono essere licenziati e perseguiti penalmente se ne ricorrono i motivi, quindi nessun salvataggio, ma la banca dovrebbe passare a carico dello Stato, che la risana e la gestisce.
Finché lo Stato sborserà i soldi per risollevare le banche fallite, queste faranno bancarotta continuamente, magari "giocandoci" sopra.
Ringraziano per il messaggio: z_celeste100, Gi.An.

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3 Anni 2 Mesi fa - 3 Anni 2 Mesi fa #1287 da Gi.An.
Gi.An. ha risposto alla discussione CDA banca ETRURIA sotto INCHIESTA: nel MIRINO la BUONUSCITA di Luca BRONCHI!
Giova ricordare che il seme dell’attuale crisi finanziaria globale, seguita allo scoppio della “bolla” dei mutui subprime, è stato gettato negli ormai lontani anni ’90. E’in quel periodo, infatti, che Presidente americano Bill Clinton ha abrogato, promulgando la legge nota con il nome di Gramm-Leach-Bliley Act Bill, le disposizioni del Glass-Steagall Act del 1933. Disposizioni, introdotte da Franklin Delano Roosevelt a seguito della grande depressione del ‘29, che prevedevano la separazione tra attività bancaria tradizionale e investment banking e, cioè, tra banche commerciali, il cui core business è fare credito alle famiglie e alle imprese e banche d’affari che raccolgono il denaro degli investitori privati per giocarlo in borsa o che si dedicano a speculazioni finanziarie altamente rischiose. Ecco perché, dunque, dopo il crack Lehman Brothers del settembre 2008, la crisi finanziaria fu sul punto di travolgere il sistema bancario, salvato solo da un massiccio intervento pubblico che si è scaricato sull’andamento del prodotto interno lordo e del debito pubblici dei singoli Paesi. Intervento pubblico che è stato tutto dedicato all’economia di carta, e cioè la finanza (nel solo 2007 gli attivi finanziari erano quattro volte il Pil mondiale), finendo per trascurare l’economia reale, già stagnante anche prima della crisi dei subprime, con i conseguenti riflessi di queste politiche sull’occupazione, in costante crescita.
Ultima modifica: 3 Anni 2 Mesi fa da Gi.An..
Ringraziano per il messaggio: z_celeste100

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