OBAMA CARE al via: la corte suprema approva la RIFORMA SANITARIA AMERICANALa Corte suprema degli Stati uniti dà il definitivo via libera alla riforma sanitaria (OBAMA CARE) voluta da Obama, riconoscendone la validità. Alla vigilia della fine del secondo mandato, il Presidente Obama ottiene un importante riconoscimento per la sua più importante crociata. Gli aspetti politici e gli effetti sociali del provvedimento che interessa milioni di americani e la analisi dei principali aspetti del provvedimento che divide l'America.

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La notizia di queste ore è che la Corte suprema degli Stati Uniti ha confermato la legalità della Legge di riforma sanitaria voluta dal presidente Obama: ora nessun altro ricorso giudiziario potrà fermare la legge per la quale il presidente Obama ha combattuto durante tutto il suo mandato.

Il "Patient Protection And Affordeble Care Act" conclude l'aspra battaglia politica e giudiziaria vedendo riconosciuto il principio sulla quale si fonda, quello cioè di una sanità quale diritto inalienabile per tutti i cittadini, sul quale l'America si interroga fin dai tempi di Roosevelt  .

Il provvedimento, osteggiato dalle Assicurazioni e che vedrà continuare la opposizione sul piano politico, è dunque la maggiore eredità lasciata dal Presidente Obama alla America.

L'obiettivo è dare una copertura sanitaria minima obbligatoria universalmente accessibile a tutti gli Americani, anche se sul piano politico 23 Stati su 50 non ancora hanno aderito alla riforma, lasciando una gran numero di americani quindi nel limbo della riforma.

Le Assicurazioni intanto alzano le polizze per garantire anche loro i servizi minimi garantiti dall'Obama Care, creando difficoltà a molti americani assicurati.

Gli effetti e le difficoltà del provvedimento si inseriscono in una realtà sociale molto complessa. C'è chi ritiene che la riforma sia una importante conquista sociale per una America che non riesce a garantire prestazioni sanitarie minime ai cittadini (ad esempio in tema di salute o di infanzia) e c'è invece chi critica Obama per essere sceso a compromessi con le Lobby delle Assicurazioni, riducendo di fatto la portata delle riforma.

La complessità del problema è dimostrata anche da un recente studio della Università di Harvard secondo cui nel 2013 45.046 americani sono deceduti a causa di patologie curabili per i ritardi delle cure mediche coperte dalle Assicurazioni.

Gli aspetti positivi e negativi del provvedimento erano stati messi in luce dalla vicenda raccontata in Italia dalla Stampa di una giornalista americana, Donna Smith, che aveva fatto ricorso alle coperture garantite dalla cosiddetta'"Obama CARE".

La storia mette in luce i pregi e difetti della riforma e delle coperture delle Assicurazioni private americane. Costretta a fare bancarotta , vendendosi tutto a causa si problemi di salute personali e del marito (cancro all'utero per lei e problemi alle coronarie per lui) non coperte dalle assicurazioni nelle quali erano iscritti, la donna era ricorsa alla possibilità offerta dalla riforma Obama.

Ne erano venuti fuori i limiti legati a procedimenti on line farraginosi per reperire la polizza necessaria e per dimostrare la impossibilità di avere le cure indicate dalle assicurazioni esistenti, la necessità di cambiare medici e tipologia di cure, così importanti per le patologie che avevano, oltre al costo delle cure comunque gravante sulla famiglia.

L'interrogativo rimane aperto: l'America è pronta a una riforma che garantisca a tutti la sanità minima indispensabile o le lobby, la economia e la cultura in generale di quel popolo impongono a chi vive il massimo impegno e la massima esposizione economica a tutti i cittadini? 

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Avatar di z_celeste100
z_celeste100 ha risposto alla discussione #1169 3 Anni 4 Mesi fa
La sentenza ha finalmente posto la parola fine ai continui scontri tra Obama ed i repubblicani!

Obama aveva iniziato a battagliare con i repubblicani, circa la riforma sanitaria, sin dai primi mesi del suo mandato, ossia dal 2009!

Le compagnie assicuratrici , volenti o nolenti, hanno dovuto adeguarsi ad una riforma ed accettare di offrire coperture sanitarie anche alle fasce più deboli dei cittadini, anche se potranno permettersi di pagare somme esigue!

Un risultato epocale per la Casa Bianca, se pensiamo che sono passati decenni, con le promesse dei vari Presidenti, di avviare riforme, mai avviate!






Celeste100