montecitorio«L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro», il comma con cui si apre la nostra Costituzione, probabilmente, è l'unica parte della Carta che tutti i cittadini conoscono a memoria.

Ebbene c'è chi in Parlamento si ripropone di cambiarlo:

«L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e sulla centralità del Parlamento quale titolare supremo della rappresentanza politica della volontà popolare espressa mediante procedimento elettorale»!

...già il fatto che sia scritta in forma tanto approssimativa dovrebbe dire qualcosa circa l'ideatore della modifica; e pure solo il fatto di aver generato una polemica tanto eclatante dimostra quanto gli animi in Parlamento siano accesi...

Tuttavia, il deputato Remigio Ceroni, PDL, sindaco di Scapagnano, rivendica la sua iniziativa (evidentemente, da parvenu della politica, non si rende conto di quello che vorrebbe fare) e si gode la notorietà mediatica che, per una volta, lo ha portato alla ribalta.

 

Analizzando a fondo la sua "pensata" verrebbe da dire che non si tratta neanche di una innovazione epocale: che il Parlamento sia l'organo dominante del nostro sistema costituzionale appare lapalissiano, se solo ci si prende la briga di leggere la Costituzione, che poi il medesimo sia espressione della volontà degli elettori dichiarata mediante il voto è un principio (non già lapalissiano anch'esso) che è già enunciato nella parte dedicata al Parlamento stesso!

E allora perché il Nostro vuole ribadire i due concetti addirittura nel primo articolo della nostra Carta Fondamentale?

Probabilmente, in maniera estemporanea, si vuol - attraverso questo mezzo - stabilire la supremazia della politica su ogni altro potere (nel caso contingente, immaginiamo, su quello giudiziario), così da introdurre per questa tortuosa via l'insindacabilità delle decisioni prese dal potere politico rispetto a tutti glia altri organi (Presidente della Repubblica, Corte Costituzionale, Corti di giustizia...).

Se questo fosse l'intento, ammesso che la modifica producesse gli effetti sperati, la "costituzione di scapagnano" porrebbe l'Italia al di fuori di ogni contesto democratico che, in quanto tale, necessita di tutta una serie di "pesi e contrappesi" affinché la maggioranza parlamentare non si trasformi in una sorta di dittatura insindacabile...

Il primo articolo della Costituzione non sarà il massimo, ma almeno ha la chiarezza di stabilire l'assetto di un regime democratico.

Written by Simone Muti modificated by Manager Antonella Senese

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