DDL SCUOLA Maggio 2015: perché insegnanti e sindacati scioperano e criticano la riforma della scuola?Oggi è stata approvata la norma più contestata del disegno di legge sulla scuola, relativa ai poteri attribuiti al Preside. In un clima di scontro in aula e di proteste dei sindacati, con presidi fuori dal parlamento, in tutto il paese si dibatte di insegnamento e di istruzione. Si rincorrono prese di posizione e dibattiti che rendono difficile una valutazione serena del provvedimento. Intanto i tantissimi precari vivono con il fiato sospeso la lotta contro il tempo per le decisioni relative alla loro regolarizzazione.

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Nel giorno in cui in Parlamento è approvato il contestatissimo articolo del Disegno di legge di riforma della scuola relativa ai Presidi, tra proteste in parlamento e sit - in fuori dall'aula, in tutto il Paese ferve il dibattito sulla scuola e sulla riforma presentata.

Parlare di scuola e dare giudizi sul disegno di legge in discussione in parlamento in questi giorni risulta davvero complesso, ricordando che secondo la Carta costituzionale la scuola non è una azienda ma una ISTITUZIONE

Complice anche il clima elettorale che condiziona il dibattito politico e le divisioni all'interno dei partiti, la proposta del Governo che "disciplina la autonomia delle istituzioni scolastiche" crea profonde divisioni e malcontento.

La norma approvata oggi è innegabile che crea uno straordinario accentramento di potere sui Presidi, che detengono il diritto di chiamata sul 10% dei docenti, in base a competenze specifiche riscontrare e con il potere di conferire incarichi pluriennali. 

Le garanzie di un collegio giudicante, composto da insegnanti, genitori e studenti, non cambiano il giudizio di chi teme nuovamente comportamenti clientelari o giudizi personalistici da parte delle scuole nei confronti del personale "a chiamata". 

Lo stanziamento di 200 milioni aggiuntivo, volti ad individuare tali figure, rischiano di essere usati, secondo i contrari a tali provvedimenti, con troppa discrezionalità, senza nessuna garanzia sulla effettiva meritocrazia dei docenti.

Tutto questo rischia di offuscare anche gli aspetti positivi che questo disegno di legge ha.

Anche se non si incide molto sui temi nodali quali la offerta didattica negli istituti, l'obiettivo di creare organici funzionali pluriennali al loro interno, individuando rimedi alle carenze della offerta formativa, la partecipazione ed apertura alla collaborazione e partecipazione alla vita di istituto di insegnanti e genitori, il tentativo di introdurre criteri di merito anche nell'insegnamento che possa aumentare gli stipendi, sono aspetti positivi da non tenere in poca considerazione.

Salvando gli scatti di anzianità automatici si è dimostrato di voler creare una competizione tra i docenti; rilanciando anche la formazione obbligatoria, i percorsi di innovazione tecnologica, la razionalizzazione dei processi amministrativi per snellire pratiche e procedure, sembrano andare nella direzione giusta in un tentativo che non deve essere chiuso però ai suggerimenti della scuola stessa.

E' sbagliato ad esempio legare il dibattito giusto e necessario con le parti sociali al problema dei precari della scuola, su cui si continua inspiegabilmente a gettare discredito.

150.000 persone attendono di poter svolgere il lavoro per cui hanno speso una vita in modo continuato e professionalmente valido: tali persone meritano rispetto dato che il più delle volte sono adeguatamente formate ed hanno superato concorsi di abilitazione

Come è sbagliato a mio avviso creare contrapposizioni tra la "scuola dei sindacati" e la "scuola della gente", additando responsabilità di non cambiamento a strutture che cercano di tutelare il complessivo dei lavoratori del settore, da troppo tempo spaccato in troppe forme di precariato.

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Avatar di z_celeste100
z_celeste100 ha risposto alla discussione #557 4 Anni 3 Settimane fa
Proprio oggi,
il DDL scuola,
incassa il si della Camera.

Decisamente contrari,
Forza Italia, Lega, Cinque Stelle, Sel.

I due nodi cruciali, contestati da Sindacati e opposizioni:

il Preside che sceglie i docenti,
non abbastanza garanzie per i precari, visto che tra l'altro, sono ancora in essere diverse graduatorie che non si è capito bene, come verranno trattate.

Personalmente,
io penso, tutti dove lavorano hanno un capo e quindi non si capisce perchè il corpo docente non lo debba avere.
La questione vera, secondo il mio modesto parere, è una formazione maggiore, a cui dovrebbero essere sottoposti i Presidi, viste le nuove difficoltà nel loro lavoro.
Per quanto riguarda l'onestà degli stessi, nella scelta dei docenti,
la validità degli stessi scelti, può essere provata dal rendimento effettivo degli studenti che periodicamente vengono sottoposti a test, tipo l'Invalsi.

Il rischio clientelismo, è chiaro,
è sempre dietro l'angolo,
ma penso proprio, che sia un rischio tuttora esistente,
esistono numerosissimi contenziosi, che riguardano le scelte sia dei docenti che del personale ATA, tramite graduatorie, con tanto di contrapposizioni sindacali e anche a livello legale, che comunque non vengono risolti e le persone vengono comunque lese nei loro diritti.

Il ministro per le riforme, Maria Elena Boschi,
ha comunque dichiarato, dopo l'approvazione della legge, che questi punti cruciali, si discuteranno ancora.
Spero personalmente sia vero, e che le soluzioni che si troveranno, saranno eque e civili per tutti.


A risentirci
Celeste100

B)