Il reato di torturaNella giornata del 25 Giugno tra Roma e Milano si è visto il Sap, il sindacato di Polizia, scendere in piazza per contestare il progetto di legge sul reato di tortura. La loro richiesta ha trovato l'appoggio dei rappresentati della Lega Nord, che ha visto il suo segretario Matteo Salvini ed il presidente della Regione Lombardia Maroni, sfilare a Roma insieme agli agenti. A Milano, invece, diversi poliziotti hanno distribuito volantini contro il ddl, davanti agli ingressi di Expo. I rappresentati del PD hanno però risposto ai manifestanti ricordando che il reato di tortura fa parte degli obblighi della Convenzione dell'Onu.

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Il 25 Giugno 2015 è stata la giornata in cui il Sap, il sindacato di Polizia, ha deciso di protestare contro il disegno di legge sul reato di tortura.

A Roma gli agenti sono scesi in piazza Colonna per dire no al ddl che si sta venendo approvato in queste ore in parlamento in quanto ritengono che, il reato di tortura, (per il quale l'Italia è stata condannata per i fatti del G8 di Genova, alla scuola Diaz) limiterebbe la libertà di azione delle forze dell'ordine.

Insieme a loro hanno sfilato il segretario della Lega Nord, Salvini, con tanto di pettorina gialla della Polizia di Stato ed il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, sempre appartenente allo stesso movimento politico.

Salvini non ha esitato a sfoggiare il suo linguaggio chic, dichiarando che la polizia deve poter fare il suo lavoro e se un delinquente si fa male ... sono cazzi suoi.

Più pacati i toni del suo collega Maroni, che, comunque, accusa lo Stato di delegittimare il lavoro delle forze dell'ordine e di proteggere i criminali.

Altra manifestazione a Milano, dove gli agenti del Sap hanno distribuito volantini contro il reato di tortura davanti agli ingressi di Expo 2015. 

Nel capoluogo lombardo è scesa in piazza con loro l'ex MSI ed attuale assessore regionale al Territorio, Viviana Beccalossi che, pur di schierarsi anima e corpo con i poliziotti, dimentica di essere in un Paese dove esiste la libertà di espressione (grazie alla quale siamo qui a riportare quello che, purtroppo, può dire) ed auspica una specie di daspo per chiunque intoni cori contro le forze dell'ordine (La disoccupazione ti ha dato un bel mestiere...).

A rispondere ci pensa il capogruppo del PD in Commissione Giustizia, Walter Verini, che loda il lavoro fatto fin qui dal Parlamento nella messa a punto di una legge attesa da anni e per la quale lo scorso novembre la Cassazione ha richiamato il Parlamento.

Finché non ci sarà il reato di tortura, l'Italia resterà inadempiente nei confronti degli obblighi della Convenzione dell'Onu.

Per dovere di cronaca ci tengo a segnalare il sito di ACAD (Associazione Contro gli Abusi in Divisa) che è: www.acaditalia.it, dove si possono trovare tantissime storie che fanno capire come il reato di tortura sia necessario per bloccare gli abusi di potere all'ordine del giorno nelle nostre caserme e questure.

Un conto è far rispettare la legge, tutt'altra cosa è dare punizioni fuori legge a chi ha commesso un reato, facendo così aumentare l'odio verso le istituzioni e mettendo un serio limite alla possibilità di recupero delle persone.

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